I responsabili politici in Italia dovrebbero collaborare più strettamente con gli insegnanti per definire le politiche sull’AI nell’era dell’intelligenza artificiale nelle scuole e continuare a dare priorità agli investimenti nella formazione professionale continua e strutturata dei docenti, affinché gli educatori possano utilizzare efficacemente l’AI in classe e confrontarsi in modo critico con questi strumenti. È quanto raccomanda un nuovo rapporto di Cambridge University Press & Assessment (Cambridge).
È fondamentale che insegnanti e studenti contribuiscano alla progettazione, all’acquisto, all’implementazione e alla valutazione degli strumenti di AI generativa (GenAI), affinché le politiche adottate siano fondate sulle reali esigenze e dinamiche delle aule.
Il nuovo rapporto, “Shaping AI Policy and Practice in English Language Teaching”, si basa sulle migliori pratiche di insegnanti di lingua inglese di tutto il mondo che hanno adottato per primi la GenAI, oltre che su precedenti ricerche di Cambridge sull’AI e sull’utilizzo di questi strumenti da parte dei docenti. L’obiettivo è contribuire a dare una struttura a un approccio all’uso e all’adozione dell’AI che spesso risulta frammentario e disomogeneo.
I risultati mostrano che molti insegnanti in tutto il mondo stanno affrontando la questione dell’AI, ma spesso lo fanno senza un adeguato supporto o una direzione chiara. La principale preoccupazione dei docenti riguarda come aiutare gli studenti a diventare “AI-ready”, ovvero capaci di analizzare criticamente i risultati prodotti dall’AI, metterne proattivamente in discussione l’accuratezza e utilizzare la GenAI in modo consapevole come strumento a supporto dell’apprendimento, anziché come scorciatoia.
Per sostenere gli insegnanti e contribuire all’evoluzione delle politiche in Italia e nel mondo, Cambridge individua otto principi chiave per utilizzare efficacemente l’AI nelle scuole:
- Coinvolgere insegnanti e studenti nella governance dell’AI. Insegnanti e studenti dovrebbero contribuire alle decisioni relative all’implementazione e alla valutazione degli strumenti di GenAI, affinché le politiche siano fondate sulla realtà delle aule.
- Investire nella formazione professionale continua degli insegnanti. I docenti hanno bisogno di un supporto costante per valutare criticamente gli strumenti, prendere decisioni pedagogiche consapevoli, adattare la GenAI agli obiettivi di apprendimento e insegnare agli studenti a utilizzarla in modo responsabile.
- Integrare l’alfabetizzazione critica sull’AI nel curriculum scolastico. Gli studenti dovrebbero imparare a mettere in discussione i risultati prodotti dall’AI, riconoscere bias e inesattezze, utilizzare la GenAI come supporto all’apprendimento anziché come scorciatoia e comprendere quando è opportuno non utilizzarla. L’alfabetizzazione critica sull’AI è essenziale e non può essere considerata un elemento opzionale o aggiuntivo.
- Riformare i programmi scolastici e i sistemi di valutazione. I programmi e i sistemi di valutazione dovrebbero valorizzare, accanto ai risultati finali, anche le evidenze relative al processo, la capacità di utilizzare e interpretare i feedback, la riflessione dello studente e il pensiero autonomo, attraverso un approccio integrato all’apprendimento e alla valutazione.
- Dare priorità a risultati educativi incentrati sulla persona. Le politiche dovrebbero concentrarsi sulle capacità umane da rafforzare nell’era dell’AI, come il pensiero critico, la comunicazione, l’autonomia, l’intelligenza emotiva e la responsabilità sociale.
- Costruire fiducia attraverso un uso etico e solide misure di tutela. Un’integrazione responsabile dell’AI e la fiducia da parte di tutti gli stakeholder – insegnanti, studenti e genitori – dipendono da approcci chiari alla tutela della privacy dei dati, dall’accesso adeguato all’età, dall’inclusività, dalla corretta attribuzione della paternità dei contenuti, dalla trasparenza e dalla responsabilità.
- Tutela dell’autonomia e del giudizio professionale degli insegnanti. Le politiche dovrebbero riconoscere gli insegnanti come protagonisti delle decisioni relative alla progettazione, selezione, integrazione in classe, valutazione e miglioramento degli strumenti, anziché considerarli semplici esecutori di tecnologie scelte da altri.
- Garantire un accesso equo a strumenti di alta qualità. Le politiche dovrebbero tenere conto della diversità linguistica, dei contesti locali, dell’accessibilità e delle realtà con risorse limitate, affinché la GenAI non contribuisca ad ampliare le disuguaglianze già esistenti.
La dott.ssa Evelina Galaczi, Director of Research, English, di Cambridge University Press & Assessment, ha dichiarato:
“I responsabili politici hanno spesso faticato a tenere il passo con la rapidità del cambiamento tecnologico, mentre gli insegnanti hanno dovuto adattarsi. Questo ha creato profonde lacune nelle conoscenze e un approccio disomogeneo all’educazione e all’adozione dell’AI. Come spesso accade, è diventata responsabilità silenziosa degli insegnanti, in Italia e nel mondo, sviluppare le conoscenze pratiche necessarie per capire come integrare concretamente l’AI in modo responsabile.
“Gli insegnanti che stanno già sperimentando con successo l’AI nelle loro classi stanno dando priorità al giudizio professionale, ad approcci incentrati sulla persona e all’alfabetizzazione critica sull’AI. Seguendo il loro esempio, possiamo fare in modo che l’AI diventi uno strumento efficace e utilizzato responsabilmente per l’insegnamento e l’apprendimento, anziché una stampella per trovare scorciatoie nel processo educativo.”
La dott.ssa Luísa Geão, Head of Regional Marketing – West Europe, Iberia and Italy di Cambridge University Press & Assessment, ha dichiarato:
“Il dibattito sull’intelligenza artificiale nell’istruzione deve superare la semplice attenzione a ciò che la tecnologia è in grado di fare e concentrarsi invece su ciò che vogliamo realmente ottenere grazie al suo utilizzo. Per le scuole, questo significa migliorare la qualità dell’apprendimento, rafforzare il pensiero critico degli studenti e mettere gli insegnanti nelle condizioni di prendere decisioni consapevoli su quando e come ricorrere all’IA.
“In Italia molti docenti stanno già sperimentando questi strumenti nelle loro classi. Oggi la sfida è ascoltare le loro esperienze e fornire formazione, evidenze e supporto adeguati affinché possano utilizzare l’intelligenza artificiale in modo efficace. I sistemi educativi che avranno maggiore successo non saranno necessariamente quelli che adotteranno più tecnologia, ma quelli che sapranno integrarla in modo intelligente con la competenza, l’esperienza professionale e il giudizio degli insegnanti.”










