Migliora, anche se solo leggermente, l’alfabetizzazione finanziaria dei microimprenditori italiani. È quanto emerge dalla seconda indagine della Banca d’Italia, realizzata nel 2025 su un campione di 5.000 titolari di microimprese con un massimo di nove addetti.
Il punteggio medio di alfabetizzazione finanziaria si attesta a 74 punti su 100, in aumento rispetto alla rilevazione del 2021. Il miglioramento, pari al 2% considerando le domande confrontabili tra le due indagini, è legato soprattutto ai progressi nei comportamenti e negli atteggiamenti finanziari. Restano tuttavia difficoltà nella comprensione dei concetti economici e finanziari di base: il 15% degli imprenditori si colloca nella fascia più bassa, mentre il 45% raggiunge quella più elevata.
Le competenze risultano maggiori nelle imprese con fatturato più elevato e in quelle che operano sui mercati esteri. Non emergono invece differenze significative legate al genere. Una maggiore alfabetizzazione finanziaria si associa inoltre a comportamenti più efficaci nella gestione dell’impresa e a una maggiore propensione verso l’innovazione digitale.
Proprio sul fronte tecnologico emerge uno dei principali margini di crescita. Solo il 5% delle microimprese utilizza l’intelligenza artificiale, mentre il 19% la sta sperimentando o prevede di adottarla entro un anno. Più diffuso il cloud, utilizzato dal 44% delle imprese, mentre robotica e interconnessione dei processi restano ancora poco presenti.
L’indagine evidenzia infine una crescente attenzione alla gestione dei rischi: le microimprese più solide sul piano dei comportamenti finanziari mostrano una maggiore propensione ad adottare strategie per affrontare anche gli effetti del cambiamento climatico, attraverso assicurazioni, investimenti per la sicurezza e altre misure di protezione.
Il quadro restituito da Bankitalia è quindi quello di un tessuto di microimprese che sta migliorando nella gestione finanziaria, ma che deve ancora colmare un importante divario nelle competenze digitali e, soprattutto, nella capacità di trasformare le nuove tecnologie in strumenti concreti di crescita e competitività.










