Uno studio di Bankitalia, condotto nel 2025 su un campione di 5mila titolari di microimprese per misurare l’alfabetizzazione finanziaria e le competenze digitali nel Paese, fotografa un tessuto produttivo ancora poco pronto ad adottare le tecnologie emergenti.
Il cloud risulta la tecnologia più diffusa: viene usato in modo estensivo dal 36% delle microimprese, a cui si aggiunge un ulteriore 8% che ne fa un uso limitato. Molto più indietro invece robotica, interconnessione dei processi e intelligenza artificiale: ciascuna di queste tecnologie è impiegata, in forma estensiva o limitata, da appena il 5% circa delle piccole imprese intervistate.
Il dato più significativo riguarda però chi l’AI non la usa affatto e non ha nemmeno in programma di farlo: si tratta del 73% dei microimprenditori. La quota sale addirittura oltre l’80% quando si parla di interconnessione dei processi produttivi.
Il quadro che emerge è quindi quello di un divario ancora ampio tra le grandi trasformazioni tecnologiche in corso e la realtà operativa delle microimprese, per cui il salto verso l’automazione e l’intelligenza artificiale resta, nella maggior parte dei casi, un orizzonte non ancora preso in considerazione.










