Il ricorso al credito da parte delle famiglie italiane continua a crescere, insieme al livello di indebitamento. Nel primo semestre del 2026, secondo la Mappa del Credito di CRIF, il 60,7% della popolazione maggiorenne risulta avere almeno un contratto di credito rateale attivo, in aumento dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2025.
A crescere è anche l’impegno mensile sostenuto dalle famiglie: la rata media pro capite raggiunge i 285 euro, con un incremento del 2,5% su base annua. L’esposizione residua sale invece a 32.899 euro, segnando un aumento del 4%. Un andamento che riflette la ripresa dei consumi e il maggiore ricorso a finanziamenti anche di importo contenuto.
Nel dettaglio, la rata media dei mutui resta poco al di sotto dei 600 euro, mentre l’esposizione residua supera i 99.500 euro. Per i prestiti finalizzati la rata si attesta a 139 euro, con un’esposizione residua in crescita del 7,7%, mentre i prestiti personali registrano una rata media di 259 euro e un’esposizione residua di circa 16.400 euro.
I prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi rappresentano la forma di credito più diffusa, con il 45,7% dei finanziamenti attivi, davanti ai prestiti personali (30,4%) e ai mutui (23,9%). Quanto alle finalità, il credito viene utilizzato soprattutto per esigenze legate alla casa (42,8%), per l’acquisto di mezzi di trasporto (30,6%) e per elettronica ed elettrodomestici (17,9%).
I dati delineano quindi un quadro di maggiore propensione delle famiglie a utilizzare il credito per sostenere consumi e investimenti, ma evidenziano allo stesso tempo un incremento dell’esposizione finanziaria che rende sempre più centrale il tema della sostenibilità dell’indebitamento.










