Il Consiglio dell’Unione europea ha dato il via libera definitivo alla riforma del quadro doganale europeo, destinata a cambiare in modo significativo le regole del commercio internazionale e, soprattutto, dell’e-commerce. L’obiettivo è rendere più efficiente la riscossione dei dazi, semplificare le procedure e rafforzare i controlli sulle merci non conformi, pericolose o non sicure.
La novità più rilevante riguarda le piattaforme di commercio elettronico extra-Ue. Saranno infatti considerate importatori delle merci vendute nell’Unione e, di conseguenza, dovranno farsi carico degli adempimenti doganali e del pagamento dei dazi, superando l’attuale impostazione che vedeva maggiormente coinvolto il consumatore finale.
La riforma introduce inoltre un sistema di sanzioni più incisivo. Nei casi più gravi di mancato rispetto degli obblighi doganali, le multe potranno arrivare fino al 6% del valore annuo delle merci importate dall’impresa nell’anno precedente. Sono inoltre previste la perdita di alcuni privilegi doganali e, nei casi più seri, limitazioni all’accesso alle piattaforme online.
Un altro elemento centrale sarà la digitalizzazione delle procedure. Il nuovo centro digitale doganale europeo, destinato a raccogliere e gestire i dati sulle importazioni e sulle esportazioni, diventerà obbligatorio per le imprese di commercio elettronico dal 1° luglio 2028, mentre l’obbligo sarà esteso a tutti gli operatori dal 1° marzo 2034.
Il testo dovrà ora passare al Parlamento europeo, che dovrebbe approvarlo nel corso di settembre, prima della firma e della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. La riforma segna così un passaggio importante verso una dogana europea più digitale, centralizzata e orientata alla responsabilizzazione delle grandi piattaforme online.










