Il Consiglio dei ministri ha varato i decreti attuativi della legge italiana sull’intelligenza artificiale, che recepiscono il Regolamento europeo AI Act e la legge delega 132 del 2025. Il provvedimento più discusso riguarda l’uso dell’IA da parte delle forze di polizia, in particolare per videosorveglianza, riconoscimento facciale e trattamento dei dati biometrici.
Il testo distingue due tipologie di utilizzo: l’identificazione biometrica remota in tempo reale nei luoghi pubblici, attivabile in via preventiva per finalità come il contrasto al terrorismo, la ricerca di persone scomparse o le vittime di tratta; e il riconoscimento facciale “a posteriori”, che consente di integrare sistemi di videosorveglianza già autorizzati con componenti di IA per identificare persone indiziate sulla base di documentazione video-fotografica, solo dopo la commissione di un reato. I dati biometrici raccolti dovranno essere cancellati automaticamente dopo sette giorni, e nessuna decisione con effetti giuridici negativi potrà basarsi unicamente sui risultati del riconoscimento facciale.
Il decreto interviene anche sul codice penale, introducendo il nuovo articolo 437-bis, che punisce chi, nella progettazione o nell’uso di sistemi IA ad alto rischio, omette misure di sicurezza mettendo in pericolo la vita altrui.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha difeso l’impianto normativo, assicurando che la tecnologia resterà uno strumento di supporto e che le decisioni finali spetteranno sempre agli operatori umani. Di segno opposto le reazioni dell’opposizione, che ha parlato di una possibile deriva verso forme di sorveglianza di massa, mentre alcune analisi giuridiche sottolineano il rischio che l’eccezione prevista dalla norma diventi, nel tempo, prassi ordinaria. I due decreti dovranno ora seguire l’iter parlamentare prima dell’approvazione definitiva, attesa entro la scadenza della delega fissata al 10 ottobre 2026.










