L’adozione sempre più diffusa dell’Intelligenza Artificiale nel settore bancario offre nuove opportunità di sviluppo, ma espone anche gli istituti di credito a rischi informatici più sofisticati. È l’avvertimento lanciato da Claudia Buch, presidente del Consiglio di vigilanza della Banca centrale europea, durante un’audizione davanti alla Commissione per gli Affari economici e monetari del Parlamento europeo.
Secondo Buch, oltre l’85% delle banche sottoposte alla vigilanza della BCE utilizza già strumenti basati sull’AI e più del 40% considera almeno una delle applicazioni adottate strategica per il proprio business.
La presidente del Consiglio di vigilanza ha evidenziato come i modelli più avanzati di Intelligenza Artificiale possano rafforzare anche le capacità degli attaccanti, aumentando velocità, portata e accessibilità degli attacchi informatici e riducendo i tempi a disposizione delle organizzazioni per individuare e contrastare le minacce.
Per questo motivo, ha sottolineato, gli istituti di credito devono rafforzare la propria resilienza operativa, garantendo la protezione dei dati, la continuità dei servizi essenziali e una gestione efficace degli incidenti cyber.
Buch ha inoltre richiamato la responsabilità dei vertici aziendali, chiamati a rafforzare la governance IT, i sistemi di gestione del rischio informatico e i controlli sui fornitori esterni e sulle attività in outsourcing.
Infine, la presidente del Consiglio di vigilanza della BCE ha evidenziato che l’attuale livello di redditività del settore offre alle banche la possibilità di destinare maggiori risorse agli investimenti in cybersecurity e resilienza tecnologica, considerati ormai elementi strategici per la stabilità del sistema finanziario.










