Nella prestigiosa cornice del Parlamentino di Confimprenditori, è stato presentato ufficialmente il primo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dedicato al settore Fintech, un risultato che definisce una vera e propria pietra miliare per l’intero comparto dell’innovazione finanziaria italiana.
L’iniziativa, promossa da Confimprenditori e dall’Associazione Prestatori Servizi di Pagamento (APSP), ha riunito rappresentanti delle imprese, delle associazioni di categoria e delle parti sociali, sancendo la nascita di uno strumento contrattuale innovativo destinato a fornire un riferimento specifico per un settore in costante crescita e sempre più centrale nell’economia digitale europea.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali e i ringraziamenti alle parti coinvolte del Presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, del dott. Maurizio Pimpinella, Presidente APSP, per il contributo organizzativo e il sostegno fornito lungo tutto il percorso che ha portato alla definizione del nuovo contratto.
Nel corso dell’evento è stato sottolineato come il CCNL Fintech rappresenti molto più della semplice introduzione di un nuovo contratto collettivo. La sua adozione segna infatti il riconoscimento formale di un comparto economico che negli ultimi anni ha registrato una crescita significativa, diventando uno dei principali motori dell’innovazione nei servizi di pagamento, nell’intermediazione digitale e nell’evoluzione dell’ecosistema finanziario europeo. 
“Oggi abbiamo presentato un risultato che rappresenta una tappa storica per il settore fintech italiano: il primo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dedicato specificamente a questo comparto che mette a disposizione di imprese e lavoratori un modello inedito fatto di caratteristiche innovative e nuove certezze. Grazie al Presidente Ruvolo per aver fortemente voluto questo contratto e a tutti coloro i quali hanno contribuito alla sua realizzazione” – afferma Maurizio Pimpinella, Presidente dell’Associazione Prestatori Servizi di Pagamento.
Un primato che assume particolare rilevanza considerando che, fino ad oggi, le imprese fintech erano costrette a fare riferimento a contratti concepiti per realtà produttive profondamente diverse, come quelli del commercio, del terziario o del settore metalmeccanico.
“Il contratto fintech presentato nasce dall’esigenza del comparto di dotarsi di un “vestito su misura”. Oggi il mondo del lavoro è cambiato e noi dobbiamo essere pronti a dare ai giovani la possibilità di evolversi con esso, assecondando il cambiamento in atto” – ha concluso il Presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo.
La crescita del settore e la diffusione di modelli organizzativi basati su piattaforme digitali, servizi di pagamento innovativi, sviluppo software e gestione avanzata dei dati hanno reso sempre più evidente la necessità di uno strumento contrattuale capace di riconoscere competenze professionali nuove e di disciplinare attività che non trovavano adeguata collocazione nei tradizionali sistemi di classificazione del lavoro.
Il nuovo CCNL nasce quindi con un duplice obiettivo: garantire certezza giuridica e operativa alle imprese e, al tempo stesso, offrire ai lavoratori tutele moderne, percorsi di crescita professionale e un riconoscimento coerente con le elevate competenze richieste dal mercato.
Nel corso dell’incontro è emerso con chiarezza come il nuovo CCNL Fintech rappresenti un segnale importante per tutto il mercato del lavoro. La sua introduzione dimostra infatti che l’innovazione non riguarda esclusivamente la tecnologia, ma anche la capacità delle parti sociali di interpretare i cambiamenti economici e costruire regole nuove per realtà produttive nuove.
Da oggi, si apre dunque una nuova fase per il fintech italiano. Il contratto viene consegnato alle imprese come strumento di stabilità e competitività, ai lavoratori come garanzia di valorizzazione professionale e al sistema Paese come modello capace di rafforzare la posizione dell’Italia all’interno del panorama europeo dell’innovazione finanziaria.
I relatori hanno infine sottolineato come questo importante traguardo rappresenti soltanto l’inizio di un percorso destinato ad accompagnare l’evoluzione di un settore che, nei prossimi anni, sarà sempre più protagonista della trasformazione digitale dell’economia e dei servizi finanziari.










