Nell’era dell’intelligenza artificiale, la responsabilità d’impresa diventa un elemento centrale per orientare lo sviluppo economico e sociale, includendo esplicitamente la qualità e la dignità del lavoro tra i parametri con cui misurare il successo. È quanto emerge da un passaggio dell’enciclica Magnifica Humanitas, in cui Papa Leone XIV sottolinea come tale responsabilità sia decisiva per “governare in anticipo la trasformazione” in corso.
Secondo il Pontefice, l’iniziativa imprenditoriale può essere una vera vocazione, capace di generare ricchezza e migliorare concretamente la vita delle persone, a condizione che la creazione di lavoro dignitoso e di valore venga considerata parte integrante del suo ruolo sociale, e non una variabile subordinata al solo profitto.
Il tema dell’accesso universale al lavoro resta inoltre un obiettivo prioritario per le politiche pubbliche e per i sistemi economici, in linea con i principi della Dottrina sociale della Chiesa. In questo contesto, il Papa richiama la necessità di non limitarsi a intervenire quando gli effetti della trasformazione tecnologica si sono già prodotti, ma di anticiparne la gestione attraverso strumenti adeguati.
Tra le proposte indicate, emerge l’idea di definire criteri sociali per l’innovazione: ogni processo di automazione e ogni applicazione dell’intelligenza artificiale, si sottolinea, dovrebbe essere accompagnato da misure verificabili di tutela dell’occupazione, percorsi di riqualificazione e forme di partecipazione dei lavoratori. L’obiettivo è fare in modo che la tecnologia non diventi uno strumento di esclusione, ma contribuisca piuttosto a liberare tempo e valorizzare le capacità umane.









