Una volta era Cyrano de Bergerac, poeta brillante che prestava le sue parole al timido Cristiano per conquistare l’amata Rossana. Oggi, a suggerire le frasi giuste, è l’intelligenza artificiale.
ChatGPT e le chatbot sono diventate le nuove alleate di Gen Z e Millennial, sempre più inclini a chiedere supporto digitale per flirtare, interpretare messaggi e gestire relazioni sentimentali.
È quanto emerge da un nuovo studio commissionato da Gleeden, l’app di incontri extraconiugali con quasi 14 milioni di iscritti nel mondo, e realizzato da Ipsos nel dicembre 2025 su un campione di 1.500 persone tra i 18 e i 60 anni, con l’obiettivo di esplorare il ruolo dell’intelligenza artificiale nelle relazioni di coppia.
Dating assistito: 6 persone su 10 si affidano all’AI
Che le dinamiche tra uomini e donne siano diventate sempre più complesse non è una novità. Con il corteggiamento che si sposta sempre più su social network e app di dating, distinguersi è diventato essenziale.
Secondo la ricerca, oltre 6 persone su 10 hanno utilizzato l’intelligenza artificiale per migliorare le proprie tecniche di seduzione: dalla scrittura di messaggi di corteggiamento all’analisi delle risposte ricevute, fino al tentativo di decifrare segnali ambigui o situazioni di ghosting.
L’utilizzo cresce nelle fasce d’età più giovani: Gen Z (20-30 anni) e Millennial (30-40 anni) dichiarano un ricorso all’AI per il dating quasi quotidiano (75%). La percentuale diminuisce con l’aumentare dell’età, ma resta comunque significativa anche tra gli over 40 (38%).
ChatGPT, il nuovo sessuologo della Gen Z
Il ruolo dell’intelligenza artificiale non si limita al flirt. Per molti utenti, ChatGPT è diventato un vero e proprio punto di riferimento anche in ambito sessuale.
6 persone su 10 dichiarano di averlo utilizzato per:
- ottenere informazioni di educazione sessuale (66%)
- affrontare problemi legati alla sfera sessuale (60%)
- ricevere consigli su fantasie sessuali (57%)
Gli uomini mostrano una propensione leggermente superiore rispetto alle donne: il 62% degli uomini si rivolge all’AI per consulenze di tipo medico o psicologico, contro il 58% delle donne.
Per fascia d’età, i Millennial risultano i più a loro agio (75%), seguiti da Gen Z (69%) e Generazione X (56%). I Baby Boomer (50+) si confermano i più restii, con solo il 37% di utilizzatori.
Non solo flirt: l’AI diventa anche consulente di coppia
L’intelligenza artificiale entra sempre più anche nella vita delle coppie consolidate.
Il 65% degli intervistati afferma di essersi già rivolto a una chatbot per risolvere un problema di coppia, il 64% per affrontare un momento di crisi e il 60% per cercare di capire se il partner stesse tradendo.
Anche in questo ambito, gli uomini risultano più propensi a ricorrere all’intelligenza artificiale: il 40% degli intervistati di sesso maschile dichiara di aver chiesto più volte un parere all’AI negli ultimi 12 mesi, contro il 35% delle donne.
«Se un tempo ci si confidava con gli amici o con le riviste, oggi sempre più persone si rivolgono all’intelligenza artificiale per affrontare dubbi, insicurezze e fragilità legate alle relazioni» — commenta Sybil Shiddell, Responsabile Comunicazione & Marketing Italia di Gleeden. «L’AI è diventata il nuovo Cyrano de Bergerac del nostro tempo: suggerisce le parole giuste, aiuta a interpretare un silenzio o un messaggio ambiguo e offre uno spazio percepito come sicuro, privo di giudizio, in cui fare domande che spesso si fatica a rivolgere a qualcuno in carne e ossa.
I nostri dati mostrano chiaramente come l’intelligenza artificiale non venga utilizzata solo per flirtare, ma anche per parlare di sessualità, affrontare crisi di coppia e persino gestire la paura del tradimento. Un segnale di quanto le relazioni siano oggi vissute con maggiore complessità e incertezza, ma anche con un forte bisogno di confronto, rassicurazione e risposte immediate.»









