Negli ultimi anni il disimpegno silenzioso e la mobilità lavorativa estrema hanno travolto le logiche del mercato del lavoro, segni di una generale e profonda insoddisfazione, specialmente tra le nuove generazioni. La Gen Z non cerca più solo uno stipendio, ma uno scopo, scontrandosi spesso con un senso di disorientamento cronico. Di fronte a questa paralisi, la vera sfida non è generare l’ennesimo curriculum, ma capire come trasformare le proprie aspirazioni in un piano d’azione concreto.
Per rispondere a questa emergenza, BuddyJob – il brand del gruppo OneDay dedicato ai giovani e al mondo del lavoro – annuncia la sperimentazione di Alice, un agent AI progettato per rivoluzionare il concetto di consulenza di carriera attraverso un approccio che fonde tecnologia e fattore umano.
Oltre l’AI: un percorso integrato di crescita
L’innovazione introdotta da BuddyJob non si limita alla creazione di un assistente virtuale, ma risiede nella costruzione di un percorso sinergico. Il modello unisce l’intelligenza artificiale per la fase di diagnostica, il supporto consulenziale di coach professionisti e la mentorship peer-to-peer. In questo ecosistema, l’AI agisce come un acceleratore: velocizza la fase di analisi dei bisogni e indirizza immediatamente l’utente verso le figure umane più idonee a mettere a terra il piano operativo.
L’agente Alice, già disponibile sul sito di BuddyJob (https://app.buddyjob.it/), è stata allenata per ascoltare e decodificare i temi professionali di GenZ e Millennial. Invece di semplici keyword, gli utenti possono condividere i propri stalli: affermazioni come “Mi piace il mio lavoro ma vorrei cambiare settore” o “Sento di non sfruttare il mio potenziale” vengono elaborate da Alice per individuare la radice del problema e proporre i passi successivi.
Il ponte tra diagnostica e azione
Il vero valore aggiunto del progetto è la capacità di Alice AI di connettere l’utente all’ecosistema dei Buddy: una rete di oltre 300 professionisti e mentori. Una volta completata la diagnostica iniziale, l’agente AI consiglia il percorso ideale – che si tratti di coaching strutturato o workshop formativi – e individua il mentore perfetto per sbloccare la situazione specifica.
“Il vero problema dei giovani oggi non è la mancanza di annunci di lavoro, ma l’eccesso di rumore che impedisce loro di focalizzare le proprie ambizioni”, ha commentato Betty Pagnin, Founder di BuddyJob. “Abbiamo sviluppato Alice AI non per sostituire il coaching tradizionale, ma per potenziarla. La nostra tecnologia agisce come un facilitatore: analizza le incertezze e indirizza ogni utente verso il career coach ideale, perché è solo attraverso il confronto umano e la mentorship che si costruisce una carriera solida, consapevole e orientata ai risultati”.
Con l’integrazione di Alice AI, BuddyJob si conferma un ponte strategico capace di parlare il linguaggio delle nuove generazioni, trasformando i dubbi in opportunità di crescita reale e misurabile.









