L’Internet delle Cose (IoT) in Italia non si ferma e torna a correre a doppia cifra. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, il mercato nazionale ha registrato nel 2025 una crescita del 12%, raggiungendo il valore record di 10,9 miliardi di euro.
Un risultato che spicca nel panorama economico nazionale, superando di gran lunga l’andamento generale del settore digitale (+3,2%). A trainare questa rivoluzione invisibile sono soprattutto i comparti delle utility (contatori intelligenti) e delle Smart Car, seguiti a breve distanza dalle applicazioni per la Smart Home e la Smart City.
Ad oggi, si contano circa 175 milioni di oggetti connessi in tutto il Paese: una media di quasi tre dispositivi per ogni abitante. Non si tratta più solo di “oggetti”, ma di un ecosistema avanzato dove l’integrazione con l’Intelligenza Artificiale e le nuove reti satellitari sta trasformando i dati raccolti in servizi a valore aggiunto per imprese e cittadini.
Tuttavia, restano delle sfide da affrontare. Se da un lato il 40% delle aziende dichiara già ritorni economici positivi dagli investimenti in IoT, dall’altro la complessità burocratica legata ai piani di incentivi (come il Piano Transizione 5.0) rischia di frenare il potenziale delle piccole e medie imprese. Il futuro del settore dipenderà dalla capacità di rendere queste tecnologie accessibili non solo ai grandi player, ma a tutto il tessuto produttivo italiano.









