Le montagne di scontrini sbiaditi che affollano cassetti e portafogli stanno per diventare un ricordo del passato. Grazie a una misura introdotta dal recente decreto PNRR (Dl 19/2026), l’Italia compie un altro passo deciso verso la digitalizzazione: per documentare i pagamenti effettuati con carta di credito, debito o prepagate non sarà più necessario conservare la ricevuta cartacea emessa dal terminale POS.
Cosa cambia per i consumatori
Fino ad oggi, per poter beneficiare di detrazioni fiscali (come quelle per le spese mediche nel modello 730) o per contestare un pagamento, era spesso necessario esibire il cosiddetto “pezzetto di carta” del bancomat accanto allo scontrino fiscale. D’ora in avanti, l’estratto conto bancario – sia esso cartaceo o digitale – avrà pieno valore legale e potrà sostituire integralmente la ricevuta del POS.
Affinché la documentazione bancaria sia valida ai fini dei controlli, dovrà contenere tre elementi fondamentali: la data dell’operazione, l’importo e il beneficiario del pagamento.
Semplificazione per le imprese
La novità rappresenta un’importante boccata d’ossigeno burocratica soprattutto per i commercianti e i liberi professionisti. Le imprese non avranno più l’obbligo di archiviare per dieci anni le migliaia di ricevute termiche che, peraltro, tendono a cancellarsi col tempo. Questo è possibile grazie al collegamento logico, ormai obbligatorio, tra i terminali di pagamento e i registratori di cassa telematici, che trasmettono automaticamente i dati all’Agenzia delle Entrate.
Attenzione allo scontrino fiscale
È bene però non fare confusione: la semplificazione riguarda esclusivamente la ricevuta del POS (la prova della transazione bancaria). Resta invece pienamente in vigore l’obbligo di emettere e conservare lo scontrino fiscale o la fattura, documenti necessari per certificare l’acquisto del bene o del servizio e il relativo assolvimento dell’IVA.
Con questa mossa, il Governo punta a snellire le procedure amministrative e a incentivare ulteriormente l’uso dei pagamenti tracciabili, rendendo la gestione delle spese più sicura, trasparente e, finalmente, meno ingombrante.










