L’intelligenza artificiale è entrata prepotentemente nell’agenda di imprenditori e manager, ma tra il parlarne e l’usarla davvero nei processi il passo è ancora lungo. Il mercato dell’AI in Italia vale già 1,8 miliardi di euro ed è cresciuto del +50% rispetto al 2024, eppure, secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence, meno del 20% delle PMI italiane ha avviato sperimentazioni concrete con l’intelligenza artificiale. A frenare l’adozione non è tanto la mancanza di strumenti, quanto la difficoltà di integrarli nei sistemi e nei flussi di lavoro già esistenti. Il risultato è un gap crescente tra il potenziale dell’AI e il suo utilizzo reale nei processi aziendali, soprattutto nelle attività ripetitive.
Nella maggior parte delle imprese, infatti, attività come la gestione dei lead, l’aggiornamento del CRM o la risposta alle richieste dei clienti continuano a essere svolte manualmente. Un team commerciale che qualifica i contatti uno per uno o un customer service che gestisce email e richieste ripetitive disperde ogni giorno tempo e risorse su attività a basso valore.
È su questo passaggio tra disponibilità tecnologica e applicazione nei processi che si colloca AgenVIO, piattaforma SaaS sviluppata da Syncronika, che orchestra agenti AI per operare all’interno dei flussi operativi aziendali, non sostituendosi ai sistemi esistenti, ma integrandosi come layer di orchestrazione dell’intelligenza artificiale, rendendola operativa nei processi.
“Ho passato quindici anni a lavorare a stretto contatto con le aziende italiane e ho visto sempre lo stesso schema: processi che avrebbero potuto essere automatizzati continuavano a dipendere da attività manuali. Non per mancanza di tecnologia, ma perché quella tecnologia non era mai entrata davvero nei flussi operativi. AgenVIO nasce per colmare questa mancanza” afferma Valerio Giacomelli, CEO e founder di Syncronika.
Dall’AI che risponde all’AI che agisce nei processi
A differenza delle soluzioni AI tradizionali, come i chatbot, che si limitano a rispondere a richieste specifiche, AgenVIO coordina più agenti AI specializzati che lavorano insieme all’interno dei processi aziendali. Non si tratta più di fornire una risposta, ma di attivare azioni concrete nei sistemi: dalla gestione delle richieste dei clienti alla qualificazione dei lead, dall’aggiornamento automatico dei dati al recupero di informazioni, fino alla generazione di documenti e alla risoluzione delle richieste di assistenza.
Dal punto di vista operativo, la piattaforma si integra con CRM, e-commerce, software e canali di comunicazione, permettendo agli agenti di operare in modo coordinato e centralizzato. AgenVIO consente di configurare e monitorare tutte le attività svolte dagli agenti AI in un’unica piattaforma, con piena visibilità sui processi e sulle azioni eseguite.
L’impatto di questo tipo di applicazioni è già osservabile in diversi ambiti. Secondo le stime di McKinsey, l’applicazione dell’AI al customer care può generare un incremento di produttività pari al 30-45% di quanto le aziende spendono oggi per gestire quella funzione, grazie alla riduzione del lavoro manuale e delle attività di coordinamento tra strumenti. Inoltre le interazioni generate diventano anche una fonte informativa per individuare aree del sito o dei flussi aziendali che non comunicano in modo efficace, evidenziando criticità nei processi.
Quindici anni di esperienza e un’exit alle spalle
AgenVIO nasce all’interno di Syncronika, società attiva da oltre 15 anni nello sviluppo di soluzioni digitali e software per le imprese italiane e diventata anche incubatrice di prodotti propri. Infatti, nel 2024 l’azienda ha completato la vendita di Syncrogest, software sviluppato in modalità bootstrapped e acquisito da una società quotata in borsa. Un percorso costruito senza capitali esterni, che oggi rappresenta la base di partenza per lo sviluppo di AgenVIO.
“Con Syncrogest ho iniziato quando il mercato non era ancora pronto e ho dovuto aspettare anni prima di vedere una vera adozione. Oggi il contesto è diverso: l’AI si sta muovendo molto velocemente e credo che sia il momento giusto per portarla davvero nei processi delle aziende”, conclude Giacomelli.
Per le PMI italiane, questo cambio di rotta del settore grazie all’AI rappresenta un’opportunità concreta per trasformare l’intelligenza artificiale da strumento sperimentale ad infrastruttura operativa, capace di migliorare efficienza, velocità e competitività.









