In un’epoca in cui la finanza è anche strumento di soft e hard power, i sistemi di pagamento non sono più semplici infrastrutture tecniche, ma leve strategiche di potere paragonabili all’energia e alla difesa. È questo il tema centrale del convegno “Geopolitica e Pagamenti: le sfide per operatori, imprese e istituzioni alla luce dell’Euro Digitale”, svoltosi il 25 marzo 2026 presso il Centro Studi Americani e promosso dal Centro Studi APSP.
All’evento hanno partecipato autorevoli rappresentanti di aziende e istituzioni tra cui: Nexi, Infocert (Gruppo Tinexta), Visa, Bff Banking, Buffetti Finance, Telepass, Meta, Fabrick, Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, PPI Italia, Sefin, EY, Adiconsum, Swift, M.RO, IDH, Byte42, Vedotech.
La sovranità nell’era dei bit
L’incontro è stato un momento di confronto cruciale che ha visto riuniti i principali protagonisti del settore per analizzare come l’evoluzione monetaria si intrecci indissolubilmente con gli equilibri globali. Ed è in questo soldo che si è inserito il dibattito sull’euro digitale come espressione rafforzativo di complementarietà e non di alternativa rispetto alle opzioni già oggi presenti sul mercato. Non si tratta di una misura protezionistica, hanno sottolineato gli esperti, ma della condizione abilitante per una cooperazione transatlantica più equilibrata: un’Europa più forte e autonoma tecnologicamente è un alleato più solido e credibile per Washington.
Il coro dei protagonisti: meno burocrazia, più standard
Il dibattito, che ha visto la partecipazione di leader dell’industria come Nexi, Visa, Meta, Telepass e Swift, ha fatto emergere un consenso unanime su alcuni punti critici.
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Regolamentazione agile: Gli operatori chiedono norme che supportino lo sviluppo senza soffocare l’innovazione con eccessiva invasività.
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Interoperabilità e Standard: Affinché la nuova moneta funzioni, deve dialogare senza attriti con i sistemi esistenti, dai POS dei commercianti ai wallet digitali delle PMI.
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Sicurezza e Privacy: La sfida per le istituzioni sarà bilanciare la lotta al riciclaggio con la tutela della privacy richiesta dai cittadini e l’agilità operativa necessaria alle imprese.
Identità e Dati: il nuovo petrolio europeo
Un passaggio cruciale riguarda l’integrazione tra l’Euro Digitale e l’Identità Digitale Europea (eIDAS 2.0). Questo binomio permetterebbe alle aziende di abbattere i costi di KYC (conoscenza del cliente) e ridurre le frodi, garantendo che il valore generato dai dati transattivi rimanga all’interno del mercato unico. Come ricordato durante l’introduzione, la gestione dei dati rappresenta il vero valore strategico di cui dispongono oggi imprese e istituzioni.
Verso un osservatorio permanente
L’evento non è rimasto un caso isolato. Al termine della giornata, è emersa la volontà di trasformare questo confronto in un appuntamento periodico. L’obiettivo è stabilire dei tavoli di aggiornamento e condivisione permanenti, dove istituzioni e player privati possano scambiarsi best practices per guidare la transizione verso una moneta digitale che sia, al contempo, strumento di efficienza economica e simbolo della maturità politica del Vecchio Continente.










