L’Oam, l’organismo che tiene l’albo degli agenti e dei mediatori creditizi, ha passato il testimone di un altro ‘mestiere’ affidatogli dalla normativa italiana quattro anni fa: del registro degli operatori (vasp) in criptovalute in conseguenza dell’entrata in vigore del regolamento europeo Micar e il presidente, Francesco Alfonso, non nasconde il “rammarico” per la perdita di una banca dati utile, “nell’immediatezza”, per le verifiche di anticiriclaggio della Uif e delle forze di polizia italiane. Rammarico e non polemica, chiarisce Alfonso alla presentazione dei dati raccolti dall’Oam nei due anni (dal 2023 al terzo trimestre del 2025) in cui ha avuto questa responsabilita’. I vasp iscritti al registro Oam nel frattempo si sono trasformati in Casp, secondo le previsioni del regolamento Micar, per operare, con il passaporto europeo sulle cripto. Il regolamento ha certamente introdotto dei presidi a tutela del consumatore europeo che investe in cripto, prima assenti, ma il regolatore europeo non ha pensato al contrasto del riciclaggio che ora si dovra’ basare solo sullo scambio di informazioni tra le Fiu europee.
Eligo digitalizza la Federazione Italiana Triathlon con il voto online
La governance sportiva sta attraversando una trasformazione profonda. Tecnologia e compliance normativa stanno ridefinendo il modo in cui le federazioni...
Leggi ancoraDetails










