Il timore di attacchi hacker, sempre piu’ frequenti, fa volare la cybersicurezza e il mercato italiano ha raggiunto nel 2025 un valore di 2,78mld di euro, con un aumento del 12% rispetto all’anno precedente. E sette grandi aziende su dieci prevedono un incremento del budget per il 2026. Secondo il report aggiornato dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano nel 2025 oltre un terzo delle grandi imprese italiane (il 34%) ha subito attacchi cyber che hanno comportato costi significativi di ripristino e il 3% ha avuto anche un impatto sull’operativita’. In questo scenario, il 57% ha introdotto una revisione strutturale dei piani di incident response per rilevare, gestire e contenere attacchi informatici. Rispetto ai due anni precedenti si assiste a un lieve rallentamento del tasso di crescita (+12%, che segue il +15% del 2024 e +16% del 2023), ma si viaggia su numeri decisamente maggiori rispetto al debole incremento della spesa media in digitale, pari a +1,5% nel 2025. L’espansione del mercato e’ trainata dalla Pubblica Amministrazione (+28%), quella piu’ sotto attacco dell’attivismo, ma sono sopra la media anche i settori del Finance (Banche e Assicurazioni, +22%) e quello di Logistica e Trasporti (+18%), altri due settori sempre piu’ nel mirino degli hacker.
L’urgenza e’ alimentata dagli agenti AI in grado di gestire ormai in autonomia l’80-90% delle catene d’attacco.Ma la spinta viene anche dalle novita’ normative: NIS2, Cyber Resilience Act, AI Act e Data Act, il quadro normativo hanno spinto il 56% delle grandi imprese italiane a cercare sinergie per una gestione piu’ efficiente.










