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Aon Climate and Catastrophe Insight Report: nel 2025 perdite per 260 miliardi di dollari a causa dei disastri naturali

25 Febbraio 2026
in News, Sostenibilità
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·      Le tempeste convettive severe sono il rischio assicurato più costoso del XXI secolo. Solo nel 2025, hanno generato 61 miliardi di dollari di perdite assicurate a livello globale, il terzo valore più alto mai registrato

·      Le perdite assicurate si attestano a 127 miliardi di dollari a livello globale

Aon, azienda leader a livello globale nell’intermediazione assicurativa e riassicurativa e nella consulenza per la gestione dei rischi e del capitale umano, ha annunciato i risultati del suo report annuale Climate and Catastrophe Insight, che fornisce dati e analisi completi sui disastri naturali a livello globale e sulle tendenze climatiche nel 2025. Secondo il report, le tempeste convettive severe (Severe Convective Storms – SCS) hanno superato i cicloni tropicali diventando il rischio assicurato più costoso del XXI secolo.

Il report mostra come eventi sempre più frequenti e di grande portata stiano ridefinendo i modelli di perdita globali e sottolinea l’importanza fondamentale della resilienza sia fisica che finanziaria per aiutare le organizzazioni a gestire la volatilità e ampliare l’assicurabilità.

Le perdite economiche globali causate dai disastri naturali hanno raggiunto i 260 miliardi di dollari nel 2025, il livello più basso dal 2015, ma le perdite assicurate sono rimaste elevate, attestandosi a 127 miliardi di dollari, segnando il sesto anno consecutivo in cui gli indennizzi assicurativi hanno superato la soglia dei 100 miliardi di dollari. Questa divergenza riflette come gli eventi ad alta frequenza e forte severità, in particolare negli Stati Uniti, continuino a causare perdite assicurate sostanziali anche in anni con un livello di rischio inferiore alla media. In molte aree, soprattutto nei mercati emergenti, oltre la metà delle perdite economiche è rimasta non assicurata, esponendo milioni di persone al rischio finanziario.

Quantificando il ritorno sull’investimento delle misure di mitigazione e dimostrando agli assicuratori e ai fornitori di capitali una credibile riduzione delle perdite, le organizzazioni possono ridefinire le modalità di finanziamento del rischio e ottenere coperture assicurative più sostenibili. Questo crea opportunità per il settore di impiegare il capitale in modo più efficace e colmare il gap di protezione esistente.

I principali risultati del report sottolineano che:

·       Le tempeste convettive severe hanno superato i cicloni tropicali diventando il rischio assicurato più costoso del XXI secolo, a causa della loro elevata frequenza e gravità negli Stati Uniti. Solo nel 2025, le SCS hanno generato 61 miliardi di dollari di perdite assicurate a livello globale, il terzo valore più alto mai registrato.

·       Nel 2025 gli assicuratori hanno coperto quasi la metà delle perdite economiche globali, lasciando un gap di protezione del 51%, il più basso mai registrato. Ciò è stato il risultato di eventi ad alto impatto concentrati negli Stati Uniti.

·       Nel 2025 si sono verificati 49 eventi con perdite economiche pari o superiori a un miliardo di dollari (superiori alla media di lungo periodo di 46), mentre gli eventi con perdite assicurate pari o superiori a un miliardo di dollari sono stati 30, superando di gran lunga la media storica di 17, a sottolineare l’effetto cumulativo di catastrofi di media entità sempre più frequenti.

·       Gli incendi boschivi in California (Palisades ed Eaton Fires) sono stati gli eventi più costosi dell’anno, causando perdite economiche per 58 miliardi di dollari e perdite assicurate per 41 miliardi di dollari, rendendoli gli incendi boschivi più costosi mai registrati a livello globale.

·       Il numero totale di vittime a livello globale è stato di 42.000, causate principalmente da terremoti e ondate di calore, il 45% in meno rispetto alla media del XXI secolo. Il terremoto in Myanmar è stato l’evento più letale, se si escludono le ondate di calore, causando 5.456 vittime.

·       Il caldo estremo ha causato oltre 25.000 decessi in tutto il mondo ed è rimasto una delle principali cause di mortalità legata alle catastrofi naturali, dato che il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato.

Il report fornisce inoltre approfondimenti sulle tendenze regionali, tra cui:

·       USA, dove si è verificato oltre il 54% delle perdite economiche globali, con valori superiori alla media trainati da incendi e SCS. Le perdite assicurate hanno raggiunto i 103 miliardi di dollari, pari all’81% delle perdite del settore assicurativo totali.

·       Americhe, dove l’uragano Melissa è stato l’evento più costoso della regione, con 11 miliardi di dollari di danni economici e 2,5 miliardi di dollari di perdite assicurate in Giamaica, Cuba e in altri Paesi. Il Sud America ha subito gravi conseguenze a causa della siccità, in particolare il Brasile, dove la prolungata siccità ha causato perdite agricole per circa 5 miliardi di dollari. Gravi inondazioni hanno colpito Messico, Ecuador e Bolivia.

·       EMEA, dove le perdite economiche sono state nettamente inferiori alla media e le SCS si sono confermate il rischio più costoso con ulteriori perdite causate dalla siccità, dalle ondate di calore e dagli incendi boschivi che hanno colpito l’Europa meridionale.

·       APAC, dove il terremoto in Myanmar è stato l’evento più letale, fatta eccezione per le ondate di calore, con 15,7 miliardi di dollari di perdite economiche. Anche le inondazioni in Cina e i cicloni nell’Asia meridionale e sud-orientale hanno causato perdite significative. L’Australia ha registrato due eventi con perdite assicurate pari a due miliardi di dollari.

Il report Climate and Catastrophe Insight evidenzia come il trasferimento alternativo del rischio stia diventando sempre più cruciale per fornire il capitale necessario ad aiutare le organizzazioni a mitigare i rischi e rafforzare la resilienza. Ad esempio, i prodotti assicurativi parametrici, che rilasciano automaticamente fondi al verificarsi di specifiche condizioni di attivazione, si sono rivelati fondamentali durante eventi come l’uragano Melissa, consentendo una rapida ripresa delle comunità colpite. La Giamaica, ad esempio, ha ottenuto oltre 650 milioni di dollari di liquidità entro due mesi dall’impatto, grazie alla protezione tramite cat bond con trigger parametrico.

Oltre a promuovere soluzioni alternative di gestione del rischio, il report invita a rafforzare la resilienza attraverso tecnologie più intelligenti e infrastrutture più solide; migliori sistemi previsionali, standard edilizi resilienti e infrastrutture modernizzate per ridurre i danni nel lungo periodo e aiutare comunità e imprese a riprendersi più rapidamente.

“I dati del Climate and Catastrophe Insight Report 2026 confermano che la sfida climatica è ormai strutturale e i danni causati a inizio anno nel sud Italia dal ciclone Harry sono un segnale anche per il nostro paese”, ha commentato Pietro Toffanello, CEO di Aon Reinsurance Italia. “La riduzione del gap di protezione a livello globale è un segnale positivo, ma evidenzia allo stesso tempo quanto sia fondamentale continuare a rafforzare la resilienza fisica e finanziaria, soprattutto nei mercati più esposti e meno assicurati. In questo contesto, il settore riassicurativo svolge un ruolo chiave nel sostenere capacità, innovazione e soluzioni di trasferimento del rischio sempre più evolute. L’integrazione tra modelli avanzati, dati di qualità e tecnologie di analisi del rischio consente ad assicuratori, imprese e istituzioni di trasformare l’incertezza climatica in decisioni più informate, sostenibili e orientate al lungo periodo”.

Focus Italia:

Il 2025 è stato per l’Italia un anno relativamente favorevole dal punto di vista della sinistrosità catastrofale, con un numero contenuto di eventi di grande impatto rispetto alla media storica. Tuttavia, una parte significativa delle perdite economiche è rimasta non assicurata, confermando come il gap di protezione nel Paese sia ancora rilevante. In un contesto di cambiamento climatico e crescente volatilità degli eventi estremi, l’assenza di grandi catastrofi in un singolo anno non deve essere letta come una riduzione strutturale del rischio, ma come un’opportunità per rafforzare la preparazione del sistema attraverso un uso più evoluto dei dati e dei modelli di rischio.

Le iniziative avviate dal Governo, tra cui l’introduzione dell’obbligatorietà della copertura assicurativa contro le catastrofi naturali per le imprese, vanno in questa direzione e rappresentano un passo importante per migliorare la resilienza del tessuto produttivo italiano. In parallelo, la creazione del pool riassicurativo nazionale per i rischi catastrofali, sviluppato con il supporto del mercato e di ANIA, costituisce un elemento chiave per aumentare capacità e stabilità nel lungo periodo. In questo contesto, l’adozione di modelli catastrofali sempre più sofisticati, dati ad alta granularità, tecnologie di exposure management e strumenti avanzati di analisi del rischio climatico è fondamentale per supportare assicuratori e imprese nella valutazione del rischio, nella definizione di coperture sostenibili e nella gestione efficiente del capitale. Aon ha contribuito alla progettazione e alla gestione del pool mettendo a disposizione competenze tecniche, capacità di modellazione e accesso ai mercati riassicurativi globali, a supporto di un sistema più solido e resiliente.

Tags: newssostenibilità ambientale
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