Nell’ambito del Rome Policy Forum, svoltosi presso la prestigiosa Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, Arena Digitale ha il piacere di intervistare Marco Folcia, Partner PWC Financial Services Transformation Leader sui temi delle stablecoin, dei pagamenti immediati, del Mica e dell’euro digitale.
Mentre i sistemi bancari tradizionali operano ancora su infrastrutture legacy, le stablecoin stanno guadagnando terreno nel mondo corporate grazie alla programmabilità garantita dagli smart contract e alla liquidazione quasi istantanea (T+0). In che modo l’adozione di questi strumenti sta trasformando concretamente la gestione della liquidità e delle supply chain internazionali, e quali sono i rischi di ‘shadow banking’ che le imprese dovrebbero monitorare?
Le stablecoin stanno entrando sempre più come strumento nei processi aziendali perché permettono pagamenti immediati, 24/7, senza i tempi dei sistemi bancari tradizionali. I registrati on‑chain hanno superato già nel 2025 il totale di quanto transato sui circuiti con carte di credito tradizionali, a conferma di una massa critica oramai consolidata per usi B2B. Grazie agli smart contract, molte operazioni, come pagamenti condizionati o verifiche automatiche, possono essere gestite senza intervento manuale, con maggiore rapidità e controllo. Questo è utile soprattutto nei pagamenti internazionali e nei rapporti con controparti globali: in queste situazioni il tempo di esecuzione e il risparmio commissionale sono un fattore critico.
Allo stesso tempo le imprese devono guardare con attenzione ai rischi emergenti: solidità delle riserve contro le stablecoin emesse, trasparenza degli emittenti e capacità di questi ultimi di dare seguito ai rimborsi in modo tempestivo in momenti di stress finanziario. A questo proposito, le aziende dovrebbero scegliere solo emittenti regolamentati, verificarne la qualità delle riserve e definire limiti chiari di esposizione.
Il mercato delle stablecoin è oggi dominato da asset ancorati al dollaro statunitense (come USDT e USDC), il che rafforza l’egemonia del biglietto verde nel commercio digitale globale. In questo scenario, l’Euro Digitale della BCE può essere considerato una risposta puramente difensiva per preservare la sovranità monetaria, o ha il potenziale per diventare un’infrastruttura d’avanguardia capace di attrarre investimenti e imprese nell’Eurozona?
Oggi quasi tutte le stablecoin sono denominate in dollari (~99% dell’offerta; USDT/USDC ~90% della capitalizzazione). L’Euro Digitale si pone diversi obiettivi tra cui assicurare sovranità monetaria e autonomia strategica in un contesto geopolitico instabile. Si pone come infrastruttura per i pagamenti digitali in euro; sarà importante lavorare insieme per attrarre innovazione e investimenti assicurando sostenibilità per gli stakeholders coinvolti
In questa fase si stanno definendo regole, infrastrutture centrali, sperimentazioni e casi d’uso in ambito retail e wholesale con l’obiettivo di avere un progetto concreto nei prossimi anni. Il parlamento europeo ha dato ulteriore spinta all’iter legislativo votando due emendamenti che rafforzano il sostegno all’euro digitale e riaprono la strada al trilogo nel 2026.
Nel complesso un’infrastruttura pubblica europea può dare alle imprese sicurezza, interoperabilità e standard comuni, riducendo dipendenze da operatori extra‑UE e, rafforzando così l’attrazione dell’Eurozona per i capitali su mercati completamente digitali.
Con l’entrata in vigore del regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets) in Europa, abbiamo per la prima volta un quadro chiaro per gli emittenti di stablecoin. In prospettiva, ritiene che l’Euro Digitale e le stablecoin private (come i Token di Moneta Elettronica) siano destinati a una competizione a somma zero, o assisteremo a un’integrazione dove la moneta pubblica fungerà da ‘ancora di stabilità’ per un ecosistema di pagamenti privati più innovativi?
Il regolamento MiCA segna un punto di svolta: per la prima volta in Europa abbiamo regole chiare su come devono essere emesse e gestite le stablecoin. Questo rende il mercato più sicuro e più prevedibile per imprese e consumatori.
Guardando avanti, è probabile che Euro Digitale e stablecoin private convivano, con ruoli diversi ma complementari. L’Euro Digitale può essere l’ancora di stabilità del sistema, garantita dalla banca centrale, mentre le stablecoin private possono offrire funzionalità più innovative e specializzate.
La chiave sarà mantenere solide regole di trasparenza, riserve e gestione dei rischi, così da evitare problemi di fiducia o instabilità.










