In un momento di profonda trasformazione dei sistemi di pagamento europei, la Banca Centrale Europea (BCE) ha compiuto un passo significativo verso l’inclusione digitale: ieri è stato siglato un accordo di collaborazione con la Fondazione ONCE per la Cooperazione e l’Inclusione Sociale delle Persone con Disabilità, finalizzato a garantire che l’app del euro digitale sia accessibile e utilizzabile da tutti i cittadini, comprese persone con disabilità, anziani e utenti con competenze digitali limitate.
L’intesa rappresenta un tassello importante del progetto dell’euro digitale, la moneta elettronica che la BCE intende introdurre per affiancare contanti e pagamenti tradizionali nell’area dell’euro. Secondo il comunicato ufficiale, l’accordo prevede il contributo della Fondazione ONCE in tre aree chiave: consulenza tecnica sui requisiti di accessibilità, collaborazione nel design dell’applicazione e test delle funzionalità nei primi prototipi.
Includere sin dall’inizio
Per la BCE, l’accessibilità non è un dettaglio tecnico, ma un principio fondamentale. “Accessibilità e inclusione non sono caratteristiche opzionali, ma principi fondamentali della progettazione dell’euro digitale”, ha affermato Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE e presidente della High-Level Task Force sul progetto. La collaborazione con ONCE mira a integrare queste esigenze fin dalle fasi iniziali della progettazione, superando i requisiti minimi richiesti dalla normativa europea sull’accessibilità digitale (European Accessibility Act).
La Fondazione ONCE, da parte sua, metterà in campo esperti con esperienza diretta di disabilità per affiancare i tecnici della BCE e contribuire a un’esperienza d’uso semplice, intuitiva e senza barriere. Questo approccio “accessibility by design” include anche strumenti come interfacce chiare, funzioni di supporto vocale e percorsi di onboarding adeguati a utenti con diverse necessità.
Un euro digitale per tutti
L’accordo non si limita a garantire l’usabilità dell’app, ma si inserisce in un contesto più ampio di inclusione finanziaria digitale. La BCE, infatti, ha sottolineato che un euro digitale accessibile può contribuire a ridurre l’esclusione dai sistemi di pagamento elettronici, in particolare per le fasce più vulnerabili della popolazione. Gruppi di consumatori coinvolti nei focus group promossi dalla banca centrale hanno enfatizzato l’importanza di percorsi semplificati e di supporto umano — ad esempio mediante punti di assistenza in presenza — per chi non è pratico con gli strumenti digitali.
La spinta verso una moneta digitale europea risponde, oltre che a esigenze tecniche, anche a motivazioni strategiche più ampie: rafforzare la sovranità monetaria dell’euro, ridurre la dipendenza da circuiti di pagamento globali non europei e innovare il sistema dei pagamenti alla luce delle tendenze digitali. La legislazione europea che regolerà l’euro digitale è attesa nel corso del 2026, con possibilità di avviare progetti pilota già dalla metà del 2027 e una potenziale emissione su larga scala entro il 2029.
Sfide e prospettive
Se l’accordo con ONCE segna un avanzamento sotto il profilo sociale e di design, restano ancora da affrontare sfide tecniche, normative e di fiducia pubblica. Il dibattito sul digital euro in Europa ha visto alcune preoccupazioni sulla privacy e sull’implementazione tecnica, così come sugli effetti delle funzionalità “offline” per piccoli pagamenti — un tema considerato cruciale per garantire resilienza simile al contante.
Intanto, la collaborazione con la Fondazione ONCE indica che la BCE non intende lasciare indietro nessuno: trasformare un progetto tecnologico in uno strumento inclusivo e universale rimane una delle principali priorità istituzionali, tanto quanto definire i dettagli tecnici e normativi di quella che potrebbe essere la moneta digitale del futuro europeo.










