L’Unione Europea ha deciso di intensificare il controllo sul gigante cinese dell’e-commerce e della fast fashion Shein, avviando una indagine approfondita per verificare possibili violazioni del Digital Services Act (DSA), la rigida normativa comunitaria sui servizi digitali. L’annuncio è arrivato martedì dalla Commissione europea, che ha reso formale l’apertura del procedimento, concentrando l’attenzione su vari punti critici dell’attività della piattaforma online.
Il cuore dell’inchiesta riguarda tre aree principali:
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La progettazione del sito e dell’applicazione, che secondo Bruxelles potrebbe includere elementi di design capaci di indurre comportamenti compulsivi negli utenti attraverso sistemi di ricompensa e interazione altamente coinvolgenti;
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La trasparenza e la correttezza degli algoritmi di raccomandazione, utilizzati per mostrare contenuti e prodotti agli utenti;
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La presenza di prodotti illegali o potenzialmente dannosi messi in vendita attraverso la piattaforma, come è emerso da segnalazioni, tra cui la commercializzazione di bambole sessuali con sembianze infantili.
L’indagine si inserisce nel quadro dell’attuazione del DSA, entrato in vigore alla fine del 2023, che impone obblighi stringenti alle piattaforme digitali molto grandi per garantire la sicurezza online, la protezione dei consumatori e la trasparenza degli algoritmi. Se venissero confermate violazioni, Shein potrebbe rischiare multe fino al 6 % del fatturato globale, oltre ad altri provvedimenti come l’adozione di misure correttive o limitazioni temporanee dei servizi.
L’iniziativa europea segue anche una precedente azione del governo francese, che lo scorso novembre aveva chiesto alla Commissione di intervenire dopo aver riscontrato la presenza di prodotti controversi sulla piattaforma. In risposta a quelle segnalazioni, Shein ha già annunciato di aver rimosso a livello globale la vendita di tutte le bambole sessuali dello stesso tipo.
La decisione di Bruxelles riflette un’attenzione crescente verso le grandi piattaforme digitali che operano in Europa. Dal 2024, ad esempio, un’altra azienda di e-commerce cinese, Temu, è già stata oggetto di controlli simili per presunte violazioni legate ai contenuti illegali e ai meccanismi di coinvolgimento degli utenti.
In una nota, Shein ha dichiarato di “cooperare pienamente con le autorità europee” e di aver già adottato varie misure per migliorare la conformità alle regole del DSA, includendo sistemi di mitigazione dei rischi e miglioramenti nei controlli sui prodotti con restrizioni d’età. Tuttavia, la Commissione europea ha chiarito che l’attuale fase di indagine non ha ancora determinato giudizi definitivi sui comportamenti contestati, e potrebbe includere ulteriori richieste di informazioni e verifiche.
Esperti di policy digitale sottolineano come l’indagine su Shein rappresenti una tappa cruciale nella strategia dell’UE di regolamentare le piattaforme globali che operano nel mercato unico, cercando un equilibrio tra innovazione, protezione dei consumatori e rispetto delle norme comunitarie. In un mercato digitale sempre più centrale nelle abitudini quotidiane dei consumatori, le decisioni che emergeranno da questa inchiesta potrebbero avere un impatto significativo anche su altri operatori del settore.










