La Banca Centrale Europea (BCE) accelera sull’uso dell’intelligenza artificiale (IA) per supportare le proprie attività interne, in particolare quelle legate alla raccolta e all’analisi dei dati che alimentano il processo decisionale del Consiglio direttivo. In un articolo pubblicato sul sito istituzionale, Francoforte ha illustrato come strumenti basati su IA stiano già offrendo benefici tangibili nelle indagini economiche che la banca conduce periodicamente con imprese e operatori dei mercati.
Secondo quanto reso noto, gli strumenti di IA impiegati per automatizzare la calendarizzazione, la trascrizione e la sintesi delle interviste trimestrali hanno consentito risparmi significativi in termini di tempo di lavoro e una maggiore affidabilità dell’informazione processata. In ciascuno dei primi due cicli di indagine l’uso dell’IA ha permesso di risparmiare circa 25 ore-persona, mentre nell’ultima iterazione di gennaio 2026 il risparmio stimato ha superato le 31 ore-persona.
IA non per sostituire, ma potenziare
Il messaggio della BCE è chiaro: l’intelligenza artificiale non sostituisce l’intervento umano, ma ne amplifica le capacità. Gli strumenti utilizzati non solo accelerano compiti ripetitivi e di gestione dei dati, ma aiutano anche a evitare errori o omissioni che, nei processi tradizionali, avrebbero potuto indebolire l’analisi economica.
In particolare, nella preparazione delle riunioni del Consiglio direttivo – che decide l’orientamento della politica monetaria – l’AI è stata impiegata per analizzare rapidamente anni di sintesi di interviste con produttori e rivenditori, agevolando l’individuazione dei principali fattori che influenzano l’inflazione dei prezzi alimentari. Tra i trend emergenti, l’analisi ha evidenziato l’effetto degli eventi meteorologici estremi sulle oscillazioni dei prezzi di frutta e verdura e l’impatto dell’aumento dei salari nel settore dei servizi di distribuzione.
Verso un processo decisionale più tempestivo e accurato
Questa innovazione si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione digitale della BCE, che negli ultimi anni ha esplorato vari modi per utilizzare l’IA nei propri processi statistici e di analisi economica. Studi e interventi istituzionali avevano già evidenziato come l’IA possa aiutare a migliorare la qualità dei dataset, identificare pattern economici complessi e integrare dati non tradizionali – come testi, immagini o audio – nei modelli di analisi macroeconomica.
Per l’istituto europeo, l’obiettivo è duplice: da un lato potenziare la qualità e la tempestività delle informazioni a disposizione dei decisori, e dall’altro rafforzare la capacità di risposta alle dinamiche economiche mutevoli. L’integrazione di modelli sofisticati come gli Large Language Models (LLM) nella sintesi delle interviste è visto come un passo importante in questa direzione, anche se – sottolinea la BCE – continuerà a essere affiancato da un controllo umano rigoroso.
Il progetto, pur richiedendo investimenti e sperimentazioni per superare ostacoli tecnici e organizzativi, rappresenta un cambio di paradigma nell’approccio alle informazioni economiche. In un’epoca in cui la quantità di dati a disposizione cresce esponenzialmente, strumenti digitali avanzati come l’IA possono diventare un alleato strategico per le banche centrali nel prendere decisioni più rapide, solide e basate su evidenze quantitative.










