Gianfranco Giannasi, Direttore dell’Area Emergenza Urgenza della USL Toscana Centro
Simone Santinelli Assistente Amministrativo Policlinico Tor Vergata Roma
DEA e innovazione digitale: verso un’emergenza-urgenza più sicura, fluida e connessa
Il Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) è il cuore pulsante dell’ospedale moderno. Qui si giocano le sfide più complesse in termini di sicurezza, tempestività, carenza di personale e gestione delle informazioni. Oggi, grazie all’evoluzione tecnologica e alla crescente integrazione tra sistemi clinici, impianti speciali e infrastrutture digitali, è possibile ripensare radicalmente questi spazi critici.
Nel corso di un recente workshop promosso da
Ascom UMS all’interno del
congresso nazionale S.I.A.I.S. 2025 ad Ancona, due esperienze concrete – una da Firenze, l’altra da Roma – sono state presentate per offrire uno sguardo privilegiato su come la tecnologia possa davvero semplificare, proteggere e migliorare i percorsi in area critica.
A Firenze il progetto di un DEA digitale per sopperire alla carenza di personale e migliorare i flussi
Gianfranco Giannasi, Direttore dell’Area Emergenza Urgenza della USL Toscana Centro, ha raccontato il progetto di costruzione del nuovo DEA della USL Toscana Centro, a Firenze, nato anche come risposta strutturale alle criticità emerse durante la pandemia. Il nuovo reparto si fonderà sul concetto di una forte centralità della radiologia e su un’architettura organizzata in macroaree a diversa intensità di cura.
La vera rivoluzione sarà invisibile: si tratterà di un ecosistema tecnologico pensato per sopperire alla cronica scarsità di personale. Attraverso sistemi di geolocalizzazione di pazienti, dispositivi e operatori, monitoraggi centralizzati e alert distribuiti in tempo reale su dispositivi mobili, il personale sarà in grado di controllare l’intero reparto in modo efficiente e sicuro.
Un sistema di telemetria garantirà il monitoraggio costante anche per i pazienti in triage e osservazione breve, mentre una app dedicata ai familiari consentirà di seguire l’avanzamento del percorso clinico del paziente, riducendo le tensioni e migliorando la trasparenza informativa. L’infrastruttura, completamente integrata, consentirà una volta ultimata, inoltre, di ottimizzare i flussi di lavoro e alimentare automaticamente la cartella clinica con parametri vitali e dati strumentali.
Policlinico Tor Vergata: integrazione e mobilità per un nuovo modello organizzativo
Anche al Policlinico Tor Vergata di Roma la tecnologia è diventata il perno di un progetto di rinnovamento del DEA. Come illustrato da Simone Santinelli del Policlinico Tor Vergata Roma, il modello adottato si basa sulla mobilità del personale e sull’integrazione dei sistemi: dagli impianti speciali alla rete Wi-Fi, dagli elettromedicali alla telefonia, ogni infrastruttura concorre a costruire un ambiente connesso e reattivo.
Grazie all’uso di smartphone e palmari, gli operatori non sono più vincolati alla control room ma possono muoversi liberamente all’interno del reparto, ricevendo allarmi e notifiche direttamente sul proprio dispositivo. L’obiettivo? Massima sicurezza del paziente, maggiore autonomia operativa e riduzione delle risorse staticamente dedicate al presidio tecnologico.
Il progetto ha previsto l’integrazione progressiva di sistemi preesistenti con nuove soluzioni digitali, dimostrando che il rinnovamento tecnologico è possibile anche in ambienti complessi, con risultati tangibili in termini di efficienza e qualità delle cure.
Tecnologia e relazione: comunicare (meglio) con i caregiver
Una parte significativa della discussione durante l’evento si è concentrata sul valore – ma anche sui limiti – della comunicazione digitale con i familiari dei pazienti. Se da un lato la possibilità di seguire in tempo reale lo stato di avanzamento del percorso clinico promette di offrire trasparenza e rassicurazione, dall’altro è emerso quanto sia necessario gestire con attenzione le aspettative e i livelli di dettaglio delle informazioni condivise.
Come dichiarato dal Dott. Giannasi: “Non si tratta di sostituire il colloquio medico, ma di dare un segnale concreto che il paziente è preso in carico e sta seguendo un percorso”, messaggio semplice, ma potentemente rassicurante in un contesto di ansia e pressione emotiva.
Conclusione: dalla teoria alla pratica, l’innovazione è già realtà
Le esperienze condivise dimostrano che un approccio integrato alla tecnologia, basato su visione clinica, semplificazione dei processi e alleanze interprofessionali, può trasformare radicalmente la gestione dell’emergenza-urgenza.
Oggi è possibile costruire DEA più efficienti, sicuri, comunicativi e sostenibili, a patto di saper valorizzare le soluzioni digitali non come fini, ma come strumenti al servizio delle persone – pazienti, operatori e famiglie.