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Home Investimenti

GOLDEN POWER: NEL 2025 CIRCA 900 NOTIFICHE, 40 CASI DI ESERCIZIO DI CUI 38 PRESCRIZIONI E 2 VETI

2 Febbraio 2026
in Investimenti, News
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L’Osservatorio Golden Power, diretto da Michele Carpagnano, docente di Diritto Antitrust presso l’Università di Trento e Partner Dentons, ha lanciato l’indagine “Golden Power Year in Review 2025”, sull’applicazione e l’evoluzione giurisprudenziale dei poteri speciali a protezione della sicurezza nazionale in Italia e in Europa.

·       I dati relativi alla nazionalità degli investitori confermano un impiego diffuso della procedura anche nei confronti di operazioni intra-UE (6 casi) e intra-Italia (2 casi).

·       Per quanto riguarda la regione di appartenenza delle società italiane strategiche soggette all’esercizio dei poteri speciali, si osserva una concentrazione in Lombardia e nel Lazio.

Nel 2025, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha esercitato la Golden Power in 40 casi, tra cui 38 sotto forma di condizioni e prescrizioni (in 22 casi in relazione nuove operazioni societarie, in 2 per modificare precedenti prescrizioni e in 14 casi in relazione a notifiche di piani annuali 5G) e 2 sotto forma di opposizione all’acquisto di partecipazioni (veti). Si stima che siano state trasmesse alla Presidenza del Consiglio dei Ministri oltre 900 comunicazioni tra notifiche e pre-notifiche. Sono i dati dello studio “Golden Power Year in Review 2025”, lanciati dall’Osservatorio Golden Power, centro di ricerca indipendente, sull’applicazione, l’evoluzione giurisprudenziale e le prassi relative ai poteri speciali a protezione della sicurezza nazionale in Italia e nell’Unione europea.

Secondo l’indagine, curata da Michele Carpagnano, direttore scientifico dell’Osservatorio, docente di Diritto Antitrust presso l’Università di Trento e Partner Dentons, e Luca Picotti, ricercatore dell’Osservatorio e saggista, il 15% delle delibere di esercizio dei poteri speciali è stato adottato sulla base giuridica dell’art. 1 del D.L. n. 21/2012 (difesa e sicurezza nazionale), il 30% dell’art. 2 (altri settori strategici) e il 35% dell’art. 1-bis (piani annuali 5G). Il restante 20% è rappresentato da delibere adottate ai sensi della doppia base giuridica dell’art. 1 e dell’art. 2.

La maggior parte dei casi di esercizio dei poteri speciali in relazione ad operazioni societarie nel 2025 ha riguardato l’acquisto di partecipazioni (17 casi), tendenzialmente di controllo, seguito dalla cessione di asset e rami d’azienda (4 casi). Il settore industriale maggiormente interessato è stato quello della difesa e aerospaziale (7 casi), seguito dal settore della salute (4 casi) e dell’elettronica avanzata (4 casi).

La Cina e gli Stati Uniti sono i paesi di provenienza del maggior numero di investimenti in relazione a cui sono stati esercitati i poteri speciali nel 2025. In particolare, 5 investimenti provenienti dalla Cina e 4 dagli Stati Uniti sono stati sottoposti a condizioni o prescrizioni e i soli 2 veti del 2025 sono stati adottati proprio nei confronti di un investitore cinese e di un investitore statunitense. Per il resto, i dati relativi alla nazionalità degli investitori confermano un impiego diffuso dello strumento del Golden Power anche nei confronti di operazioni intra-UE (6 casi) e intra-Italia (2 casi). Con riferimento alla regione di appartenenza delle società italiane strategiche soggette all’esercizio della procedura, si osserva una concentrazione in Lombardia (7 imprese target) e nel Lazio (6 imprese target).

Le sentenze rese dal giudice amministrativo in tema di Golden Power nel 2025 nell’ambito dei giudizi di revisione dei decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono complessivamente 4: 3 pronunciate dal TAR Lazio e 1 dal Consiglio di Stato.

“Nel complesso, l’analisi conferma la natura strutturale del fenomeno di espansione dei poteri speciali preposti alla tutela degli asset strategici nazionali e una progressiva trasformazione del Golden Power da strumento di difesa passivo a strumento attivo al confine con la politica industriale, nella prospettiva di ricostruzione delle filiere strategiche e nell’ambito delle azioni volte a perseguire una maggiore autonomia strategica nazionale”, ha commentato Michele Carpagnano.

Inoltre, secondo Luca Picotti, “sempre maggiore centralità ha in questa fase storica il settore della difesa, non inteso in senso meramente tradizionale ma allargato, tale da intercettare l’intera supply chain al suo servizio, dai materiali critici alle infrastrutture elettroniche. Non è un caso che vediamo aumentare le operazioni a doppia base giuridica, in cui imprese attive nell’elettronica avanzata o nella componentistica vengono ritenute rilevanti anche ai sensi dell’art. 1 sulla difesa. Un elemento che conferma la complessità dei settori industriali nella loro ibridazione e l’esigenza per le imprese di una analisi approfondita dei propri prodotti, dei clienti e delle tecnologie detenute”.

Sullo sfondo, si registra nel 2025 il confronto istituzionale, ancora in corso con l’Unione europea, rispetto alla compatibilità della normativa Golden Power italiana con il diritto dell’Ue, nonché il dibattito istituzionale relativo alla revisione del Regolamento IDE finalizzato a una maggiore uniformazione delle norme e delle procedure degli Stati membri.

Tags: economiafinanzainvestimentinews
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