La pubblicità entra nella conversazione: come ChatGPT potrebbe cambiare per sempre l’esperienza del consumatore
OpenAI introduce annunci premium nelle conversazioni AI. Meno dati, più contesto: nasce una nuova relazione tra utenti, brand e intelligenza artificiale.
OpenAI si prepara a introdurre la pubblicità all’interno di ChatGPT, segnando l’ingresso dell’advertising in uno degli spazi digitali più intimi e ad alta attenzione mai esistiti: la conversazione con un’intelligenza artificiale.
I primi annunci, con un costo stimato di circa 60 dollari CPM (Costo per Mille visualizzazioni), saranno visibili agli utenti dei piani ChatGPT Free e Go, con l’esclusione dei minori di 18 anni e delle conversazioni su temi sensibili come salute mentale e politica. A differenza dei modelli tradizionali, gli inserzionisti avranno accesso solo a metriche aggregate (impression e clic), senza tracciamento individuale o dati di conversione avanzati.
Una scelta che riflette l’impegno di OpenAI a non vendere dati degli utenti e a mantenere private le conversazioni, ma che apre anche a un nuovo modo di intendere la pubblicità digitale.
Secondo Giulio Gargiullo, consulente di Digital Marketing e Trend Analyst, l’impatto più profondo non sarà per i brand, ma per gli utenti:
«Dal punto di vista del consumatore, questa non sarà una pubblicità da subire, ma da incontrare. L’annuncio non arriva mentre stai scorrendo distrattamente un feed, ma mentre stai cercando una risposta, una soluzione, un consiglio. Questo cambia radicalmente la percezione dell’advertising.»
Gargiullo sottolinea come l’esperienza utente sarà il vero banco di prova del modello:
«Se fatta bene, la pubblicità in ChatGPT potrà assomigliare più a un suggerimento contestuale che a un’interruzione. Per l’utente, l’esperienza potrebbe diventare più fluida, meno invasiva e potenzialmente più utile. Ma il margine di errore è minimo: in uno spazio così personale, la fiducia è tutto.»
Dal lato del consumatore, il cambio di paradigma è evidente: meno inseguimento pubblicitario, meno retargeting ossessivo, più coerenza con il contesto e con l’intenzione del momento.
«Stiamo passando da un advertising che osserva l’utente a uno che lo accompagna. L’AI diventa una sorta di mediatore tra brand e persona. Se il brand è fuori luogo, viene percepito subito come intrusivo. Se è rilevante, può essere accettato — persino apprezzato», spiega Gargiullo.
In prospettiva, questa evoluzione potrebbe ridefinire le aspettative dei consumatori:
«Gli utenti potrebbero iniziare a tollerare – o addirittura preferire – una pubblicità meno personalizzata ma più rispettosa. Meno basata sul passato dell’utente e più sul presente della conversazione. È un ritorno al valore del messaggio, non del dato.»
In conclusione, la pubblicità su ChatGPT non rappresenta solo un nuovo formato, ma un possibile nuovo patto digitale: meno tracciamento, più fiducia; meno rumore, più significato. Un modello che, se accettato dagli utenti, potrebbe cambiare in modo strutturale il rapporto tra tecnologia, brand e consumatori.
A conferma della rilevanza del fenomeno, nel 2025 ChatGPT conta oltre 800 milioni di utenti attivi settimanali nel mondo, con circa 190 milioni di utenti giornalieri e miliardi di interazioni ogni mese. Ogni giorno vengono inviate oltre 2,5 miliardi di richieste, segno di un utilizzo ormai integrato nella vita quotidiana di milioni di persone. In Italia, ChatGPT registra tra 8,8 e 11 milioni di utenti mensili, con una forte penetrazione tra giovani, studenti e professionisti. Numeri che confermano come l’introduzione della pubblicità tocchi un ecosistema già di massa e ad altissima attenzione.
Su Giulio Gargiullo:
Giulio Gargiullo è consulente di Digital Marketing e Trend Analyst con oltre 20 anni di esperienza a livello internazionale. È un esperto di riferimento per i principali media nazionali e di settore sui temi della comunicazione digitale, dell’evoluzione delle piattaforme e dell’impatto dell’intelligenza artificiale sui comportamenti dei consumatori. Svolge attività di formatore e speaker presso i principali eventi di digital marketing e comunicazione.










