Una svolta digitale significativa per la scuola italiana: entro pochi giorni tutte le istituzioni scolastiche dovranno adeguarsi alla nuova normativa che limita l’accesso al registro elettronico alle sole identità digitali riconosciute dallo Stato — SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) e CIE (Carta d’Identità Elettronica). La misura, già prevista dal decreto-legge Semplificazioni, è ora in fase di concreta attuazione e modifica profondamente il modo in cui studenti delle scuole medie, famiglie e personale scolastico consultano le informazioni online della vita scolastica.
Secondo quanto riportato da Tecnica della Scuola, entro breve le scuole dovranno comunicare alle famiglie le date precise in cui le vecchie credenziali — generalmente basate su nome utente e password fornite dalle scuole stesse — saranno disattivate. Da quel momento, l’accesso al registro elettronico scolastico sarà possibile solo tramite SPID o CIE, strumenti di identificazione personale fortemente legati alla pubblica amministrazione digitale.
Chi resta escluso? Gli alunni delle medie
La novità più controversa riguarda proprio gli alunni delle scuole medie. Finora, molti studenti minorenni avevano credenziali autonome per accedere al registro elettronico, potendo così consultare voti, assenze, comunicazioni da casa e dalla scuola. Con la nuova normativa, invece, questo accesso diretto non sarà più possibile: potranno entrare solo i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale tramite il proprio SPID o CIE.
La fase di transizione dovrebbe consentire alle famiglie di abituarsi alla novità: al momento infatti scuole e gestori dei registri elettronici stanno predisponendo i passaggi necessari per disattivare gradualmente le credenziali “tradizionali” e introdurre il gateway unico di identità digitale. Tuttavia, non sono ancora note date precise oltre alla scadenza indicata dalla normativa stessa, che sta accelerando verso un’applicazione stringente.
Le ragioni e le reazioni
Le autorità scolastiche e gli esperti di digitalizzazione pubblica vedono nella transizione un elemento di maggior sicurezza e tutela dei dati personali. Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, ha commentato positivamente la novità definendola un passo avanti verso una gestione più sicura e univoca dell’identità digitale nel contesto scolastico.
Dall’altra parte, però, alcune famiglie e associazioni hanno espresso perplessità. La richiesta di SPID o CIE — strumenti che richiedono una procedura di attivazione e, in alcuni casi, tempi tecnici non brevi — può creare difficoltà di accesso specialmente per chi non ha ancora completato la procedura o per i minori che non possiedono ancora un’identità digitale attiva. Inoltre, nel caso degli studenti, la progressiva eliminazione delle credenziali specifiche ereditate dagli anni precedenti sta generando timori su una possibile “esclusione digitale”.
Un passaggio verso la digitalizzazione dei servizi pubblici
Il provvedimento si inserisce nel quadro più ampio delle politiche di digitalizzazione della pubblica amministrazione italiana, che stanno spingendo verso l’adozione universalmente riconosciuta di identità digitali per accedere ai servizi online. Già in passato era stato evidenziato come strumenti come lo SPID aumentino sicurezza, interoperabilità e qualità dell’esperienza utente, anche se la transizione non è stata priva di criticità.










