Le autorità svizzere della concorrenza hanno annunciato l’avvio di un’indagine preliminare contro il colosso tecnologico Microsoft per verificare la legittimità degli aumenti dei prezzi delle licenze di alcuni dei suoi software più diffusi, in particolare Microsoft 365, utilizzato da imprese, amministrazioni pubbliche e enti parapubblici.
La Commissione della concorrenza svizzera (COMCO) ha confermato di aver ricevuto nel corso degli ultimi mesi numerose segnalazioni da parte di aziende private e istituzioni governative riguardo a incrementi ritenuti «significativi» dei costi di licenza dei prodotti Microsoft nel mercato elvetico. L’obiettivo è accertare se tali aumenti possano configurarsi come una restrizione illecita della concorrenza ai sensi della normativa sui cartelli.
Secondo il comunicato ufficiale, l’indagine preliminare serve a raccogliere elementi sufficienti per capire se vi siano indizi concreti di abuso di posizione dominante o di altre pratiche anticoncorrenziali. Solo in caso di conferma di tali indizi, COMCO potrebbe avviare una fase istruttoria formale.
Cosa rischia Microsoft e quali prodotti sono sotto esame
Al centro dell’attenzione dell’autorità svizzera c’è soprattutto Microsoft 365, la suite di produttività cloud più utilizzata sul mercato aziendale, che include strumenti come Word, Excel, Outlook e Teams. Secondo le denunce raccolte, gli aumenti di prezzo avrebbero interessato anche contratti in uso da enti pubblici e parapubblici, suscitando preoccupazioni su possibile distorsione della concorrenza.
Microsoft ha dichiarato di essere pronta a cooperare pienamente con le autorità svizzere e ha ribadito il proprio impegno a rispettare le leggi sulla concorrenza del Paese. Fonti vicine alla società sostengono che i rincari siano stati determinati da costi di mercato, adeguamenti a nuove funzionalità e aggiornamenti tecnologici, e non da condotte volte a limitare la concorrenza.
Reazioni del mercato e contesto internazionale
La notizia dell’indagine ha avuto un impatto immediato anche sui mercati finanziari: il titolo Microsoft ha registrato un calo nelle prime contrattazioni, mentre analisti e operatori guardano con attenzione alle possibili implicazioni regolatorie in altri Paesi.
Questa mossa della Svizzera si inserisce in un quadro più ampio di crescente attenzione da parte delle autorità europee e internazionali nei confronti delle pratiche commerciali delle grandi aziende tecnologiche. Negli ultimi anni, Microsoft ha infatti affrontato altre verifiche antitrust, ad esempio nell’Unione Europea su questioni legate all’integrazione di software e alle modalità di prezzo e sconto per le suite cloud.
Cosa potrebbe accadere ora
Se l’indagine preliminare dovesse confermare violazioni delle norme sulla concorrenza, COMCO potrebbe aprire una procedura formale con possibili sanzioni, obblighi di modifica delle pratiche di prezzo o altre misure correttive. Per le imprese che operano sul mercato svizzero, l’esito dell’inchiesta sarà un segnale importante sulle regole che governano il rapporto con i fornitori di software e servizi cloud.










