La corsa agli occhiali intelligenti è entrata in una nuova fase. Secondo Bloomberg e Reuters, Meta Platforms e EssilorLuxottica stanno discutendo un significativo aumento della produzione dei loro smart glasses con tecnologia AI, portando la capacità produttiva dai piani attuali di circa 10 milioni di unità all’anno fino a 20 milioni entro la fine del 2026, con la possibilità di arrivare a oltre 30 milioni qualora la domanda continui a crescere.
Il progetto riguarda in particolare i modelli Ray-Ban Meta, gli occhiali intelligenti nati dalla partnership tra la multinazionale italiana-francese dell’occhialeria ed il colosso tecnologico statunitense. Famosi per integrare funzionalità di intelligenza artificiale, con fotocamere, connettività e display digitale nel caso delle versioni più avanzate, i Ray-Ban Meta hanno registrato una domanda superiore alle previsioni sin dal lancio.
Secondo quanto riportato, EssilorLuxottica ha già consegnato circa 2 milioni di paia di smart glasses dal debutto, e la produzione prevista di 10 milioni di unità — inizialmente prevista entro la fine del 2026 — potrebbe essere raggiunta in anticipo.
La spinta a un ulteriore incremento deriva da una “domanda senza precedenti” sul mercato dei wearables tecnologici, soprattutto negli Stati Uniti, dove addirittura Meta ha dovuto temporaneamente sospendere l’espansione internazionale di alcune versioni dei suoi occhiali con display integrato per far fronte alla scarsità di scorte.
L’accordo tra Meta ed EssilorLuxottica rappresenta una delle scommesse più importanti nel segmento della tecnologia indossabile. La combinazione del design e dell’esperienza nel settore eyewear di EssilorLuxottica con la tecnologia e l’intelligenza artificiale di Meta punta a fare degli smart glasses un prodotto di massa — non solo un gadget di nicchia — in competizione con altri grandi della tecnologia che stanno guardando allo stesso mercato.
Nonostante le trattative in corso e le stime ottimistiche, né Meta né EssilorLuxottica hanno confermato ufficialmente la decisione di raddoppiare la produzione, e al momento entrambe le società non hanno rilasciato commenti ai media.
L’eventuale aumento produttivo segnerebbe un passo importante verso la diffusione di dispositivi indossabili capaci non solo di sostituire alcune funzioni dello smartphone, ma anche di ridefinire il modo in cui gli utenti interagiscono con l’ecosistema digitale quotidiano.










