La trasformazione digitale della finanza procede a ritmo serrato e la Banca centrale europea non intende restare a guardare. Accanto al progetto dell’euro digitale, Francoforte apre un nuovo fronte strategico: quello dei titoli tokenizzati e dell’evoluzione dei pagamenti all’ingrosso. A delineare la visione della BCE è Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo, tra i principali promotori dell’euro digitale, intervenuto a Roma in diversi contesti istituzionali e di riflessione internazionale.
Secondo Cipollone, l’innovazione non riguarda soltanto i pagamenti al dettaglio, ma investe sempre più anche i mercati finanziari e i sistemi di regolamento oggi presidiati dalle banche centrali attraverso Target. Il mercato, spiega, sta valutando con crescente interesse le opportunità offerte dalla tokenizzazione dei titoli, dalla negoziazione e dal regolamento basati su tecnologie Dlt e dall’automazione resa possibile dagli smart contract. Un’evoluzione alla quale la BCE non può sottrarsi.
Per il banchiere centrale, la tokenizzazione dell’euro rappresenta un passaggio chiave se l’Europa vuole costruire fin dall’inizio un mercato unico e integrato delle attività digitali, una vera e propria unione dei mercati dei capitali digitali. Mettere a disposizione moneta tokenizzata di banca centrale è considerato essenziale per far crescere questo ecosistema all’interno dell’Unione e non al di fuori dei suoi confini, garantendo infrastrutture europee, regolamento in euro e un quadro normativo valido in tutta l’Ue.
In questa direzione si inseriscono i progetti Pontes e Appia, già avviati dalla BCE. Il primo mira a collegare le piattaforme Dlt dei mercati finanziari ai servizi Target, consentendo il regolamento delle attività tokenizzate direttamente in moneta di banca centrale. Il secondo esplora due possibili architetture per un ecosistema digitale integrato: da un lato un registro condiviso europeo in cui convergano moneta di banca centrale, moneta bancaria e altre attività; dall’altro una rete di piattaforme interoperabili capace di ridurre le frizioni oggi presenti nei mercati. Due approcci che, secondo Cipollone, potrebbero anche coesistere e integrarsi.
Sul fronte dell’euro digitale, il membro del board BCE ha ribadito l’obiettivo di preservare il ruolo delle banche commerciali nel finanziamento dell’economia. A partire dal 2029, saranno gli istituti privati a distribuire l’euro digitale, mantenendo la relazione con la clientela e gestendo conti e wallet, con una remunerazione per i servizi offerti. Sono inoltre previste specifiche salvaguardie: l’euro digitale non produrrà interessi, i limiti di detenzione eviteranno deflussi destabilizzanti e il collegamento con il conto bancario consentirà di effettuare pagamenti anche oltre la disponibilità immediata del wallet, grazie a un meccanismo di “vasi comunicanti” tra conto e portafoglio digitale.
Lo sguardo della BCE si estende anche ai pagamenti transfrontalieri, un ambito in cui oggi molte operazioni restano lente, costose e poco trasparenti a causa delle lunghe catene di banche corrispondenti. Cipollone mette in guardia da uno scenario in cui stablecoin globali denominate in dollari finiscano per dominare questi flussi. Uno scenario che Francoforte intende contrastare offrendo alternative europee, a partire dalla piattaforma TIPS, che già consente il regolamento istantaneo in moneta di banca centrale e si sta ampliando con l’adesione di nuove valute.
Nel prossimo futuro, TIPS potrebbe trasformarsi in un hub globale per i pagamenti transfrontalieri istantanei. Anche l’euro digitale, del resto, è progettato tenendo conto di un possibile utilizzo internazionale, nel rispetto della sovranità monetaria dei partner e per evitare fenomeni di sostituzione valutaria. In questa prospettiva, potrebbe diventare un ulteriore punto di collegamento sicuro per i pagamenti oltre confine.
Il messaggio che arriva da Francoforte è chiaro: la finanza digitale sta ridisegnando mercati e infrastrutture e l’Europa intende giocare un ruolo da protagonista, costruendo soluzioni proprie per non dipendere da piattaforme e valute di altri sistemi economici.










