La Banca d’Italia ha appena pubblicato un nuovo studio—il n. 986 della collana Questioni di economia e finanza—che getta luce su un fenomeno spesso considerato marginale, ma in realtà in lento ma costante aumento: le frodi sulle carte di pagamento in Italia nel periodo 2015-2024.
Secondo la ricerca, dal punto di vista puramente statistico le frodi restano rare: nel 2024 soltanto 13 operazioni fraudolente ogni 100 000 transazioni e perdite di circa 18 euro su 100 000 euro spesi. Numeri che possono tranquillizzare a prima vista.
Ma proprio qui risiede l’amara contraddizione messa in evidenza dagli autori: all’aumentare dell’uso delle carte, cresce anche la probabilità che un consumatore entri in contatto con una truffa. La quota di adulti in Italia che dichiara di essere stata vittima di frode con carta è infatti passata dall’1 % circa al 3 % nell’ultimo decennio.
Questo spostamento, seppure non drammatico, non può essere ignorato. Indica una maggiore esposizione dei cittadini ai rischi digitali, che richiede non solo strumenti di tutela più efficaci, ma anche un’educazione finanziaria adeguata. In un contesto in cui le tecnologie di pagamento evolvono rapidamente, i consumatori – e gli stessi intermediari – devono essere sempre più consapevoli delle insidie e delle tecniche utilizzate dai truffatori.
La Banca d’Italia non si limita a fotografare il fenomeno, ma propone anche nuovi indicatori per valutare la probabilità di frode a livello individuale, aprendo così la strada a strumenti di prevenzione più sofisticati basati sui comportamenti di pagamento.
In definitiva, questo studio costituisce un invito alla vigilanza informata: i numeri restano contenuti, ma la traiettoria è chiara. Con l’aumento dell’uso digitale delle carte, cresce anche l’importanza di sistemi di protezione più robusti e di cittadini sempre più formati per navigare in sicurezza nel mondo dei pagamenti elettronici.










