La Fondazione per la Natalità nasce con l’obiettivo di contribuire, in modo competente e non ideologico, alla comprensione e alla gestione della crisi demografica italiana. Il suo lavoro è da sempre stimolo per analisi e proposte, coinvolgendo istituzioni, imprese, mondo accademico, sindacati, associazioni, media e società civile.
Denatalità: un fenomeno strutturale
La denatalità non è un problema settoriale: influisce profondamente sulla sostenibilità economica, sociale e culturale del Paese. La natalità oggi riguarda direttamente il modello di welfare, la competitività economica, la sostenibilità previdenziale e sanitaria, la capacità innovativa e il patto tra generazioni.
L’Italia registra uno dei più bassi tassi di fecondità d’Europa: le nascite restano inferiori alle morti, la popolazione in età lavorativa diminuisce e quella anziana cresce, generando pressione su pensioni, sanità e mercato del lavoro.
Le principali istituzioni economiche segnalano i rischi:
- Confindustria: entro cinque anni mancheranno 1,3 milioni di lavoratori qualificati; già oggi il 67,8% delle imprese fatica a reperire personale.
- ISTAT: entro il 2050 la popolazione in età lavorativa calerà del 21%, pari a oltre 7 milioni di persone in meno.
- Ufficio Parlamentare di Bilancio: perdita di 700.000 lavoratori nei prossimi cinque anni.
- Banca d’Italia: senza aumento dell’offerta di lavoro, economia e benessere diminuiranno sensibilmente.
Il calo demografico colpisce anche la base sociale, con associazioni, sindacati e enti del terzo settore che registrano un progressivo indebolimento della propria rappresentanza a causa della riduzione della popolazione giovane.
Emigrazione giovanile: doppia perdita
Dal 2006 oltre 1,6 milioni di italiani sono emigrati, di cui più di 550.000 tra i 25 e i 34 anni. Ogni giovane che lascia il Paese rappresenta una perdita immediata di forza lavoro qualificata e di potenziali futuri nati.
Desideri e realtà: il divario
Il problema non è culturale: gli italiani vogliono famiglia e figli. Secondo ISTAT:
- Il 75% dei giovani tra 11 e 19 anni immagina un futuro con una famiglia stabile.
- Il 70% desidera avere figli; l’85% di questi almeno due.
Il desiderio esiste, ma si spegne di fronte a ostacoli materiali: precarietà lavorativa, difficoltà di accesso alla casa e carico fiscale elevato.
Le fondamenta di una politica demografica
Per invertire la tendenza, servono tre condizioni strutturali:
- Lavoro stabile per i giovani – la precarietà posticipa la pianificazione familiare.
- Accesso agevolato alla prima casa – la casa è il primo ambiente in cui una famiglia prende forma.
- Fiscalità equa e potenziamento dell’Assegno Unico Universale – sostegno concreto alle famiglie basato sulla loro composizione.
Asili nido, congedi parentali e servizi educativi sono strumenti utili, ma non sostitutivi delle fondamenta.
Rafforzare l’attrattività del Paese
Una strategia demografica deve valorizzare le risorse umane interne e attrarre nuovi cittadini:
- Favorire il rientro dei giovani emigrati con condizioni di lavoro competitive e supporto familiare.
- Incentivare famiglie europee e nomadi digitali per ripopolare aree interne e piccoli comuni.
Integrazione e Ius Familiae
La presenza di famiglie stabili favorisce l’integrazione sociale e lavorativa. La proposta dello Ius Familiae mira a un percorso di cittadinanza accelerato per famiglie stabili, valorizzando chi contribuisce alla coesione territoriale.
Coordinamento e continuità: l’Agenzia per la Natalità
La Fondazione propone la creazione di un’Agenzia per la Natalità per:
- Coordinare istituzioni, imprese e società civile.
- Definire priorità e obiettivi misurabili.
- Monitorare politiche e supportare tecnicamente.
- Garantire continuità indipendente dall’alternanza politica.
Il futuro non va atteso: va costruito. L’Italia può invertire la rotta demografica solo con strategie strutturali e governance stabile. Il vero patrimonio del Paese sono le persone: creatività, competenza, ingegno e capacità imprenditoriale.
Senza popolazione attiva, la competitività rischia di crollare: la sfida demografica è la precondizione per il futuro dell’Italia. La Fondazione è pronta a collaborare con dati, analisi e proposte concrete: vale la pena vivere, restare e impegnarsi in Italia.










