L’educazione finanziaria rappresenta un tassello decisivo per la crescita del Paese. Lo ha ribadito il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in un messaggio indirizzato al presidente della Consob, Paolo Savona, e letto durante un’iniziativa del Comitato per l’educazione finanziaria istituito presso il Mef.
Nel suo intervento scritto, Giorgetti ha richiamato la necessità di mantenere una netta distinzione tra formazione e attività commerciali. «L’educazione – spiega il ministro – deve rimanere completamente separata da qualunque operazione di vendita o anche solo dalla promozione di prodotti finanziari».
Secondo il titolare del Tesoro, un mercato sano deve poggiare su due pilastri: cittadini consapevoli e operatori competenti. «La domanda deve essere guidata da piena consapevolezza e adeguatezza; l’offerta da professionalità e correttezza», afferma. L’equilibrio ideale, aggiunge, è quello in cui ogni individuo conosce i propri bisogni finanziari ed è in grado di soddisfarli grazie a servizi proporzionati alle proprie possibilità e forniti da esperti affidabili.
Giorgetti, però, riconosce che la distanza tra teoria e realtà resta ampia. «Nel mondo reale – osserva – chi offre servizi finanziari possiede spesso molte più informazioni di chi li richiede». Una asimmetria che può generare distorsioni, favorire comportamenti scorretti e agevolare truffe, intaccando due beni pubblici fondamentali: il risparmio e la legalità.
Il ministro riassume quindi gli elementi chiave di una politica efficace per l’educazione finanziaria nella cosiddetta formula delle “quattro C”: consapevolezza, congruità, competenza e correttezza. «Sono queste – conclude – le sfide che una strategia pubblica dovrà affrontare e superare per tutelare davvero i cittadini».










