Il conto alla rovescia per gli operatori delle criptovalute in Italia è quasi finito. Dal 30 dicembre il settore entrerà in una nuova fase regolamentare e chi non avrà completato gli adempimenti richiesti dovrà interrompere ogni attività. Il messaggio di Esma — l’Autorità europea degli strumenti finanziari — e di Consob è stato netto.
Finora gli operatori attivi in Italia erano registrati come Vasp, ossia fornitori di servizi su asset virtuali, negli elenchi dell’Oam, l’organismo che dal 2022 tiene anche la sezione dedicata alle cripto-attività. Ma questo impianto nazionale è destinato a essere superato: con l’applicazione piena del regolamento europeo MiCAR, gli attuali Vasp dovranno trasformarsi in Casp, i fornitori di servizi su cripto-asset riconosciuti dall’UE e soggetti a standard molto più severi in termini di governance, capitale minimo, controlli e protezione degli utenti.
Per proseguire l’operatività dopo il 30 dicembre, gli operatori iscritti all’Oam al 27 dicembre 2024 dovranno aver presentato una domanda formale di autorizzazione MiCAR in Italia o in un altro Stato membro, oppure far parte di un gruppo in cui almeno una società abbia già depositato la richiesta. Solo in questo caso potranno continuare a lavorare in regime transitorio fino alla conclusione dell’iter — e comunque non oltre il 30 giugno 2026.
Per tutti gli altri la conseguenza sarà inevitabile: stop ai servizi, chiusura dei conti, restituzione delle somme e dei token, interruzione delle attività di custodia e scambio. Senza eccezioni. Le autorità precisano che le domande presentate all’ultimo momento verranno esaminate con particolare rigore: se incomplete o non conformi rischiano il rigetto immediato, che comporta l’uscita forzata dal mercato. E proseguire senza autorizzazione non è solo vietato: configura un reato, punito con pene che vanno da sei mesi a quattro anni di reclusione e sanzioni pecuniarie tra 2.066 e 10.329 euro.
La scadenza coinvolge direttamente anche gli investitori. Consob invita a informarsi tempestivamente presso il proprio provider: ha già avviato la procedura MiCAR? Ha predisposto un piano di phase-out? Dal 31 dicembre, per orientarsi, sarà necessario consultare due registri: quello dell’Oam, per verificare chi può operare in via temporanea, e quello Esma, che raccoglie i Casp pienamente autorizzati. Affidarsi a un soggetto non conforme significa rinunciare a ogni tutela.
La deadline del 30 dicembre segna dunque uno spartiacque: da una parte gli operatori che entreranno nel regime europeo, dall’altra quelli destinati a sparire dal panorama italiano. Una trasformazione che porta il mondo cripto verso un assetto più regolato e selettivo, dove solo chi si adegua potrà continuare a restare sul mercato.










