Se l’intelligenza artificiale generativa è la nuova corsa all’oro, in Italia c’è un solo sceriffo in città. Secondo gli ultimi dati diffusi oggi, l’adozione dell’IA nel nostro Paese ha un nome e un cognome ben precisi: ChatGPT. Il chatbot di OpenAI non si limita a guidare la classifica, ma cannibalizza il settore, assorbendo l’84% del traffico web generato dalle piattaforme di intelligenza artificiale.
Un duopolio “sbilanciato”
I numeri lasciano poco spazio alle interpretazioni. In Italia, l’utilizzo dell’IA via web si è cristallizzato in una configurazione che vede un leader incontrastato e un unico, vero sfidante.
Se OpenAI prende la fetta più grande della torta, l’unica altra realtà a sedersi al tavolo è Google Gemini. L’IA di Big G conquista il secondo posto con una quota del 14%. Sebbene molto distante dal vertice, Gemini si conferma l’unica alternativa che gli utenti italiani considerano attivamente, probabilmente spinti dalla forza dell’ecosistema Google e dall’integrazione con i servizi Android e Workspace.
Il dato chiave: Sommando le quote di ChatGPT e Gemini, si ottiene il 98% del mercato. Per tutti gli altri, restano solo le briciole.
Gli “scomparsi”: Copilot, Claude e Perplexity
Ciò che colpisce maggiormente dell’analisi non è solo la forza di ChatGPT, ma la debolezza dei competitor che, a livello globale, godono di ottima reputazione.
Piattaforme come Microsoft Copilot (che pure poggia sulla tecnologia GPT), Claude di Anthropic e il motore di ricerca conversazionale Perplexity non riescono a sfondare nel Bel Paese. Insieme, questi servizi si spartiscono un risicato 2% del traffico residuo.
Questo fenomeno suggerisce che l’utente medio italiano tende a identificare l’intera tecnologia con il primo brand che l’ha resa popolare (“Ho cercato su ChatGPT” sta diventando il nuovo “Ho cercato su Google”), creando una barriera all’ingresso formidabile per i nuovi arrivati, indipendentemente dalla qualità delle loro risposte.
Perché l’Italia è “ChatGPT-centrica”?
Il dominio dell’84% può essere spiegato da diversi fattori:
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Vantaggio della prima mossa: ChatGPT è stato il primo a entrare nelle case e negli uffici, diventando abitudine quotidiana.
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Semplicità: L’interfaccia immediata e la localizzazione in italiano hanno favorito l’adozione di massa.
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Brand Awareness: Mentre gli esperti discutono sulle sfumature tecniche tra i vari modelli, il grande pubblico riconosce solo il marchio OpenAI.
Resta da vedere se nel corso del 2026, con l’arrivo di nuove funzionalità integrate direttamente nei sistemi operativi (come Apple Intelligence o le nuove versioni di Windows), questa egemonia basata sul traffico web verrà scalfita o se il “monopolio di fatto” di Sam Altman continuerà a dettare legge.










