L’intesa tra Governo e mondo bancario sulla legge di bilancio 2026 sarebbe ormai «in dirittura d’arrivo», segnando una novità importante: l’annunciato aumento dello 0,5% dell’IRAP non verrà applicato.
Secondo fonti vicine alle trattative, le banche hanno ritenuto il balzello troppo gravoso, tanto da ottenere una rimodulazione in corso d’opera: l’ulteriore rialzo è stato dunque ritirato, in cambio di un inasprimento delle regole sulle deducibilità delle perdite pregresse.
Contestualmente, le interlocuzioni con le compagnie di assicurazione proseguono su binari altrettanto «distesi» — anche in quel comparto si punta a siglare un accordo che alleggerisca il carico previsto a inizio lavori.
L’ipotesi originaria, che prevedeva un aumento dell’IRAP per le banche fino al 2,5%, si era rivelata troppo pesante per gli istituti di credito. Su questa base, una prima proposta più “soft” — aumento di 2 punti — aveva già suscitato resistenze.
Ora, con la ritirata dello 0,5%, l’equilibrio sembra ristabilito: resta da formalizzare la nuova intesa nella legge di bilancio — ma il segnale è chiaro: si cerca una copertura per la spesa pubblica senza gravare ulteriormente sul settore finanziario.










