Si è svolto presso il Museo dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato l’evento “Moneta, pagamenti elettronici, euro digitale: un valore per il sistema Paese”, una serata di approfondimento che ha riunito istituzioni, aziende e rappresentanti del settore dei pagamenti per discutere le trasformazioni in corso e le sfide dei prossimi anni.
Il dibattito, aperto dall’amministratore dedicato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Michele Scicioli, il quale ha ribadito il ruolo di “garante” dell’Istituto Poligrafico da lui guidato e l’importanza pertanto della Fiducia nella moneta dell’economia digitale, è stato animato dagli interventi di autorevoli relatori:
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Maurizio Fatarella, Direttore Generale dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato;
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Marco Siracusano, Amministratore Delegato di PostePay;
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Nicola Cordone, Presidente di Numia S.p.A.;
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Bernardo Mingrone, CEO di Nexi Group;
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Paolo Salvi, CTO di BANCOMAT.
L’incontro è stato l’occasione per tracciare una rotta condivisa verso il futuro delle procedure di incasso e pagamento, in un momento storico caratterizzato da un’evoluzione non solo tecnologica, ma anche culturale, economica e regolamentare. La spinta della digitalizzazione, l’introduzione di nuovi strumenti e l’avanzamento delle normative europee — dalla PSD2 al DORA, dall’eIDAS2 fino al percorso verso l’euro digitale — stanno infatti ridefinendo ruoli, responsabilità e modelli operativi dell’intero ecosistema.
Le parole chiave: fiducia, inclusione, interoperabilità
Nel corso del dibattito sono emersi alcuni temi ricorrenti: fiducia, inclusione e interoperabilità. Concetti che, secondo tutti i partecipanti, rappresentano la base per sostenere un settore dei pagamenti sempre più complesso e interconnesso.
In questo scenario, l’APSP, tramite il Presidente Maurizio Pimpinella, ha ribadito il proprio impegno a fungere da ponte tra istituzioni, operatori, imprese e cittadini, promuovendo dialogo, standard condivisi, sperimentazione e formazione di nuove competenze. Il Presidente APSP ha ribadito che “In un contesto di trasformazione così profonda, il settore dei pagamenti non è solamente un ambito operativo, ma un asset strategico nazionale. La finanza digitale ha abbattuto barriere, ridotto le distanze, trasformato le abitudini, È in questa dinamica che si gioca la vera sfida del settore: non è una battaglia tra vecchio e nuovo, ma un confronto tra approcci, visioni, capacità di mettere il cliente davvero al centro”. Pimpinella, ha quindi condotto affermando che “l’evoluzione dei mezzi di pagamento è un tema di sicurezza economica e competitività nazionale che mette insieme il tema della crescita del lavoro, della cultura e dell’identità del sistema Paese. Oggi norme e tecnologie si intersecano e si contaminano fra di loro creando nuove sfide e nuove opportunità che saranno affrontate anche nel costituendo osservatorio sui pagamenti in Luiss. La moneta è un bene collettivo che custodisce il valore per un pagamento digitale efficiente, inclusivo e sicuro”.
A seguito degli interventi introduttivi, ha preso la parola Maurizio Fatarella, neo Direttore Generale dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, il quale ha proceduto con una ampia digressione sul ruolo del Poligrafico, la sua attività e il significato del Museo della Zecca come memoria storica. Passando poi al rapporto tra euro digitale e EUDIWallet, nel corso del suo intervento Fatarella ha ricordato che il Poligrafico è responsabile dello sviluppo della componente pubblica del wallet dell’identità digitale e la Cie “è un asset straordinario” per l’accesso al mondo digitale. In aggiunta a ciò, il dott. Fatarella ha illustrato alcune delle principali attività in cui il Poligrafico è attualmente impegnato sia sotto il profilo istituzionale sia sotto quello operativo proprio nella definizione di una identità digitale pubblica condivisa e compliant alle norme.
L’amministratore delegato di Poste Pay, Marco Siracusano, parlando a proposito del lavoro di inclusione condotto da Poste nel tempo ha affermato che “Poste ha nel suo DNA la missione di aver accompagnato alfabetizzazione e inclusione digitale degli italiani. Oggi la sicurezza e l’identità digitale sono temi cruciali per lo sviluppo dei sistemi di pagamento in un mondo sempre più wallet based e meno card based. Tenendo fede alla sua vocazione quando ci sarà l’euro digitale Poste saprà accompagnare imprese e cittadini verso questa nuova frontiera”
Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’euro digitale. Nel dibattito è stato sottolineato come la futura valuta elettronica della Banca Centrale Europea non debba essere intesa come alternativa alla moneta tradizionale, bensì come un ulteriore strumento capace di rafforzare fiducia, inclusione e resilienza del sistema dei pagamenti. Per massimizzarne i benefici, è stato evidenziato, sarà necessario un quadro regolatorio chiaro, tempestivo e costruito in modo partecipato. A questo proposito, il CEO di Nexi, Bernardo Mingrone ha affermato che “siamo già pronti”. L’azienda “collabora con Bce fin dai primi passi del progetto” che secondo il crono programma previsto da Francoforte dovrebbe essere emesso non prima del 2029. Secondo Mingrone c’è già la tecnologia per i pagamenti ‘offline’, l’aspetto ancora più controverso e che solleva perplessità tra gli addetti ai lavori, in particolare nel settore bancario. Nexi, con un partner tedesco e un altro francese, indica il top manager romano ha vinto una gara “per lo sviluppo dell’esperienza offline”. Altro aspetto tecnico messo a punto, spiega Mingrone aggiungendo che c’è stata “la prima accettazione di euro digitale al pos”.
Intervenuto al convegno, Nicola Cordone, Presidente di Numia, ha tracciato una ampia panoramica relativa all’ecosistema dei pagamenti, mettendo in evidenza le novità tecnologiche e di processo che stanno arrivando. Nel corso della serata, ha affermato che Numia non vive con preoccupazione l’avvento delle Big tech sul mercato domestico “con il 55% delle transazioni ancora in contanti c’è grande spazio per crescere; ovviamente più siamo in grado di offrire servizi innovativi alla clientela più si riesce ad arginare i nuovi entranti che inevitabilmente vengono”. Cordone aggiunge: “però noi lo viviamo più come stimolo a fare meglio che come una preoccupazione, l’importante è mantenere un vantaggio competitivo”
Il Museo della Zecca, cornice dell’evento, ha fornito un richiamo simbolico potente: la moneta, in ogni sua forma, è un bene collettivo. La sua credibilità nasce dalla solidità delle istituzioni e dal lavoro congiunto degli attori che ne garantiscono sviluppo, sicurezza e accessibilità.










