È un “Black Friday al galoppo”: per l’edizione 2025 — ma intesa come periodica “Black Week” — il giro d’affari in Italia è stimato intorno ai 5 miliardi di euro, con una crescita di quasi il 20% rispetto al 2024 e un +145% rispetto al 2018.
Un segnale chiaro di quanto questo evento — nato come momento di sconti in un solo giorno — sia ormai diventato un appuntamento strutturale per i consumi degli italiani, spesso anticipando la corsa ai regali di Natale.
Un mercato ibrido e multicanale: digitale e negozi fisici insieme
Il fenomeno acquisti legato al Black Friday conferma una tendenza ormai consolidata: predominano le vendite online, ma i negozi fisici non scompaiono. Secondo Confcommercio, il digitale “continua a imporsi come canale preferito”, ma la presenza di punti vendita tradizionali resta significativa, rendendo il mercato “ibrido e multicanale”.
Questo modello misto riflette anche la maturazione del consumatore medio: non più guidato dal solo impulso, ma sempre più “strategico e razionale” nella scelta, con comparazioni di prezzo e valutazioni più attente.
Il Black Friday come “anticamera” del Natale
Secondo l’analisi di Confcommercio, oltre due terzi degli italiani (66,7%) useranno il Black Friday per anticipare acquisti natalizi — una percentuale in crescita rispetto al 2024.
Una porzione significativa di questi acquisti — stimata tra il 10 e il 15% — risulta aggiuntiva, e non semplice spostamento: insomma, molti regali non sarebbero stati fatti se non fosse stato per le promozioni.
Il risultato: il peso delle vendite di dicembre — tradizionalmente il mese dell’esplosione dei consumi — tende a diminuire a favore di novembre. Un cambiamento significativo nella logica degli acquisti natalizi.
Tra crescita e criticità: attenzione a truffe e frodi
Ma l’espansione del canale digitale porta con sé anche rischi: in Europa, circa il 44% di tutti i tentativi globali di truffa legati al Black Friday è stato registrato proprio durante questo periodo, con transazioni fraudolente quasi cinque volte superiori rispetto ai mesi ordinari.
Questo dato mette in guardia i consumatori: se da un lato cresce la propensione a comprare online, dall’altro bisogna prestare attenzione alle offerte troppo allettanti e verificare l’affidabilità dei venditori.










