Con l’appuntamento del Black Friday fissato per venerdì 28 novembre, gli italiani si preparano a sfruttare le promozioni con entusiasmo: secondo l’ultimo sondaggio Confesercenti in collaborazione con Ipsos, quasi nove consumatori su dieci dichiarano di essere interessati ad acquistare — il 43% “sicuramente”, il 42% “probabilmente”.
Il budget medio stimato per acquisti in occasione dell’evento raggiunge i 248,64 euro, in crescita di circa il 6 % rispetto allo scorso anno.
Di conseguenza, il giro d’affari complessivo per il 2025 si avvicina alla soglia dei 4 miliardi di euro.
Dinamica dei consumi: online, fisico, regali di Natale
Il Black Friday 2025 conferma la sua natura “multicanale”: la maggior parte degli acquirenti prevede di utilizzare almeno due canali di vendita — dal tradizionale negozio fisico all’e-commerce, passando per shop online indipendenti.
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Online: si prevede che il 68% degli acquisti totali deriverà dal web, con le grandi piattaforme che raccoglieranno più della metà di questo volume (circa 34%).
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Marketplace low-cost: in forte crescita, dovrebbero superare il 12% del totale.
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Shop online indipendenti o dei produttori: circa il 22% degli acquisti.
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Negozi fisici/tradizionali: manterranno un ruolo significativo, con poco più del 32% del mercato — grazie anche alla partecipazione di oltre 200.000 esercizi.
Inoltre, sette consumatori su dieci affermano di utilizzare il Black Friday per anticipare almeno un regalo di Natale.
Cosa compreranno gli italiani: moda, tecnologia e molto di più
Le preferenze merceologiche delineano un quadro abbastanza chiaro:
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In testa le categorie moda (abbigliamento, calzature, accessori) con il 48% delle intenzioni d’acquisto.
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Subito dopo, elettronica e informatica con il 45%.
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A seguire: prodotti per la cura della persona (32%), elettrodomestici (29%), libri (24%), giocattoli (17%), mobili e articoli per la casa (14%), gioielli (9%) e viaggi/servizi turistici (8%).
Questo mix rivela come il Black Friday si sia evoluto: non è più solo un’occasione per comprare device elettronici, ma un momento “trasversale” che coinvolge moda, casa, hobby e cura personale.
I timori del commercio tradizionale: concorrenza, logistica e low-cost
Per il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi, il Black Friday «non riguarda più solo elettronica e informatica, ma è diventata un’occasione trasversale», con prodotti di moda e benessere che guadagnano sempre più spazio.
Ma il balzo dell’e-commerce e delle piattaforme low-cost pesa sulle spalle dei negozi fisici e dei piccoli shop online: margini ridotti, logistica complessa e concorrenza al ribasso rischiano di indebolire il commercio di vicinato.
In particolare, la crescita delle importazioni “a basso costo” da piattaforme extra-UE — con milioni di pacchetti movimentati ogni mese — viene vista con preoccupazione.
Proprio per questo, Confesercenti accoglie con favore l’introduzione dell’imposta di due euro prevista dalla manovra: «non tanto come disincentivo, ma come primo passo verso un riequilibrio delle regole».
Secondo Gronchi, però, servirebbe una strategia più ampia: parte delle risorse derivanti dalla tassa dovrebbe essere investita «nella rigenerazione urbana, nella tutela dell’occupazione locale e nei servizi di prossimità». Altrimenti, avverte, il Black Friday rischia di trasformarsi da opportunità in un ulteriore elemento di fragilità per il commercio di vicinato.
Bilancio: un’occasione … ma anche un bivio per il commercio italiano
Il Black Friday 2025 è pronto a riproporsi come un evento centrale nella spesa degli italiani: con un budget medio in crescita, un giro d’affari da 4 miliardi e una platea ampia e interessata, la giornata sembra consacrare definitivamente questa ricorrenza nel calendario dei consumi.
Tuttavia la dinamica in atto — fortemente sbilanciata verso l’e-commerce, i grandi marketplace e le piattaforme low-cost — crea tensioni forti per il commercio tradizionale e per le piccole realtà locali.
Se da un lato il Black Friday rappresenta un’opportunità per i consumatori e per chi riesce ad adeguarsi al nuovo mercato, dall’altro rischia di essere un momento di svolta che acuisce le disuguaglianze competitive tra giganti del web e negozi di quartiere.
Resta dunque da vedere se misure come la nuova imposta sui pacchetti low-cost e investimenti volti a rafforzare il tessuto commerciale locale potranno davvero fare la differenza — e non far del Black Friday un’occasione feriale per la “grande distribuzione globale”, a spese dei negozi sotto casa.










