L’Italia è in profondo ritardo sulla curva delle competenze digitali, e la forbice tra domanda e offerta nel settore ICT sta raggiungendo livelli critici. Per allinearsi agli standard occupazionali europei, il Paese avrebbe bisogno di 236.000 professionisti tech in più, un gap che mette a rischio la competitività e la trasformazione digitale del sistema produttivo.
Il Mercato che non incontra la domanda
I dati impietosi emergono dall’Osservatorio sulle Competenze Digitali 2025, la ricerca realizzata dalle principali associazioni ICT nazionali (Aica, Anitec-Assinform e Assintel) in collaborazione con Talents Venture.
La richiesta di figure con competenze ICT – che spaziano dall’uso di software e gestione di dati alla programmazione e sicurezza informatica – è altissima:
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Domanda Record: In un anno, sono stati pubblicati circa 136.000 annunci su LinkedIn per figure tech.
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Offerta Inadeguata: Nello stesso periodo, sono entrati nel mercato solo 73.000 nuovi professionisti.
Questo crea un rapporto di quasi un nuovo professionista ogni due annunci disponibili, evidenziando l’enorme difficoltà delle aziende a coprire posizioni cruciali.
Il Gap Europeo
Questa dinamica amplifica il ritardo italiano rispetto al resto d’Europa. L’Osservatorio sottolinea che la carenza di personale qualificato non è più solo un problema di assunzione, ma una vera e propria questione sistemica che frena la crescita.
La cifra di 236.000 professionisti tech mancanti rappresenta l’obiettivo necessario per portare la quota di occupati ICT in Italia ai valori medi degli altri Paesi comunitari.
La presentazione dei dati, avvenuta a Milano durante l’evento “L’Italia Delle Nuove Competenze: innovazione, lavoro e futuro”, suona come un campanello d’allarme per il sistema formativo e per il Governo. Senza un intervento massiccio sulla formazione e l’attrazione di talenti, la transizione digitale italiana rischia di rimanere incompiuta.










