L’avvocato Rocco Panetta, esperto internazionale in tutela della privacy, lancia una proposta che scuote l’assetto istituzionale della nomina degli organi del Garante per la protezione dei dati personali (GPDP). Secondo Panetta, sarebbe opportuno che fosse direttamente il Presidente della Repubblica a nominare i componenti dell’Autorità, «sentiti i Presidenti di Camera e Senato e quello della Corte Costituzionale».
Il contesto
Il Garante, istituito nel 1997, ha attraversato diverse stagioni: dal periodo pionieristico guidato da Stefano Rodotà e Giovanni Buttarelli, fino all’attuale Collegio.
Negli ultimi anni, l’Autorità ha affrontato sfide sempre più complesse: regolamenti europei in materia di dati (come il Regolamento (UE) 2016/679, noto come GDPR), impatti dell’intelligenza artificiale, grandi sanzioni nel settore della privacy e un’attività crescente sul piano internazionale.
In questo quadro, Panetta segnala che la nomina del Collegio del Garante nasce da meccanismi parlamentari, che — a suo avviso — restano troppo vulnerabili alla logica di partito e alla «lottizzazione».
La proposta di modifica
A suo avviso, il meccanismo attuale — che prevede la nomina dei membri da parte di Camera e Senato — non garantisce sufficientemente la terzietà, la competenza e l’indipendenza dell’Autorità.
Ecco i punti salienti della proposta:
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Spostare la competenza di nomina al Presidente della Repubblica, che ascolti comunque i Presidenti di Camera, Senato e della Corte Costituzionale.
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In tal modo si mira a evitare che «partiti e maggioranza» determinino direttamente le nomine, riducendo il rischio di commistione politica.
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Si richiama, come modello, a procedure europee nelle quali candidati sono valutati attraverso curricula e audizioni parlamentari, anziché semplici accordi politici.
Le criticità e i dubbi
Tuttavia, la proposta non è priva di interrogativi:
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Quale equilibrio tra autonomia e controllo democratico: spostare la nomina al Presidente della Repubblica può ridurre la trasparenza parlamentare e la partecipazione politica.
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In che modo garantire che la scelta del Presidente resti comunque controllata, competente e non politicizzata?
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La modifica richiederebbe probabilmente un intervento normativo o costituzionale: tempi, maggioranze e modalità saranno oggetto di dibattito.
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La competenza concreta del Presidente della Repubblica in materia di nomine di Autorità indipendenti è tradizionalmente limitata: va valutato come incastrare questa nuova facoltà nel sistema delle istituzioni.










