Con l’obiettivo di dare nuovo slancio alle imprese italiane a media e bassa capitalizzazione e sostenere l’economia reale del Paese, Generali Investments ha annunciato l’istituzione del fondo Generali Future Leaders Italia (il «Fondo»), gestito da Generali Asset Management e pensato per investitori professionali.
Contesto e finalità
Il nuovo fondo si inserisce all’interno del programma nazionale promosso dal Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e dal Fondo Nazionale Strategico Indiretto (FNSI), comparto del “Patrimonio Rilancio” del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).
La finalità è duplice: da un lato creare un investitore concreto a lungo termine per le piccole e medie imprese (PMI) italiane quotate; dall’altro stimolare l’interesse degli investitori istituzionali verso questo segmento del mercato azionario. Come spiega il Chief of Investments di Generali Investments, Filippo Casagrande: «supporta il nostro Paese ad avere un investitore a lungo termine, […] stiamo dando un segnale concreto alle piccole e medie imprese».
Caratteristiche del fondo
Alcuni punti chiave della struttura del Fondo:
-
Dotazione minima di circa 71 milioni di euro, con possibilità di ampliamento attraverso raccolta tra investitori professionali.
-
Il FNSI potrà sottoscrivere una quota tra 35 e 50 milioni di euro, con un limite pari al 49% del totale raccolto al primo closing.
-
La politica di investimento prevede che almeno il 70% del patrimonio venga impiegato in titoli azionari italiani quotati o negoziati su sistemi multilaterali, emessi da società italiane a media/bassa capitalizzazione, non operanti nel settore finanziario e non incluse nell’indice FTSE MIB.
-
Fino al 30% del portafoglio potrà essere investito in titoli azionari di società con fatturato superiore a 50 milioni di euro oppure in titoli di debito emessi da Stati membri dell’UE o dalla Commissione europea.
-
Si tratta di un fondo di investimento alternativo (FIA), chiuso, riservato a investitori professionali. Il periodo minimo di durata è di cinque anni dalla chiusura del periodo di sottoscrizione, e in ogni caso non potrà eccedere il 31 dicembre 2034. Il termine per la sottoscrizione è fissato al 6 maggio 2027 (prorogabile fino al 6 novembre 2027).
Implicazioni e opportunità
L’iniziativa può essere vista come un segnale importante per il sistema economico italiano: le PMI quotate rappresentano un tessuto fondamentale per l’occupazione, l’innovazione e l’export del Paese. Tuttavia, spesso faticano ad attrarre capitali significativi o a trovare partner stabili sul mercato dei capitali.
Con questa operazione, Generali Investments e i partner istituzionali intendono colmare una parte di questo gap, offrendo un’ossatura finanziaria che punta non solo al rendimento economico, ma anche all’impatto sull’economia reale.
Nel commento di Luca Finà, Head of Active Equity di Generali Asset Management: la strategia mira a selezionare aziende con «fondamentali solidi, buoni posizionamenti strategici e competitivi che presentano un potenziale di crescita a valutazioni sostenibili».
Inoltre, la compatibilità della politica di investimento con i requisiti della normativa PIR (Piani Individuali di Risparmio) rappresenta un ulteriore elemento di favore per investitori che ricercano soluzioni orientate al lungo termine.
Criticità da considerare
Non mancano, però, alcune aree di attenzione:
-
Il segmento delle PMI quotate italiane rimane caratterizzato da rischi di volatilità elevata, liquidità limitata e in alcuni casi fragilità finanziaria o istituzionale.
-
Il successo dell’iniziativa dipenderà in buona parte dalla capacità di selezione delle società e dalla governance del fondo, oltre che dalla reazione degli investitori istituzionali alla proposta.
-
I tempi (durata minima 5 anni, chiusura del periodo di sottoscrizione nel 2027, scadenza al 2034) implicano un impegno di medio-lungo periodo: gli investitori devono quindi avere una visione strategica e tolleranza al rischio adeguata.










