In un contesto di trasformazione profonda del settore dei pagamenti e delle infrastrutture digitali, Nexi ha annunciato venerdì di aver ricevuto da TPG Capital un’offerta soggetta a condizioni per l’acquisto di asset appartenenti alla business unit denominata “Digital Banking Solutions” (DBS).
Nel comunicato ufficiale diramato alla Borsa, Nexi precisa che il consiglio di amministrazione «si è riservato ogni valutazione in merito».
L’offerta di TPG concerne la divisione DBS che “comprende anche la rete interbancaria”, secondo quanto riportato dalle fonti.
Contesto e significato dell’operazione
La business unit DBS di Nexi raccoglie servizi avanzati di digital banking e infrastrutture interbancarie: si tratta dunque di un asset “non-core” per Nexi ma allo stesso tempo strategico per il sistema dei pagamenti italiano ed europeo.
Secondo le indiscrezioni, l’offerta di TPG si aggirerebbe attorno agli 850 milioni di euro per l’intera divisione.
Da parte del mercato si è osservato un forte interesse: in una precedente fase, alla diffusione della notizia, il titolo Nexi ha registrato un significativo rialzo.
Vanno considerati inoltre gli aspetti regolamentari e istituzionali: l’infrastruttura della rete interbancaria è infatti considerata un asset sensibile, con implicazioni di golden power e presidio strategico del sistema nazionale.
Implicazioni per Nexi
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Riduzione del debito e focalizzazione: la cessione di un ramo come DBS permetterebbe a Nexi di razionalizzare il perimetro societario, alleggerire l’indebitamento e focalizzarsi sui core business.
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Valutazione del prezzo: l’operazione – se confermata – implicherebbe un multiplo EV/EBITDA che alcuni analisti stimano in circa 5-6× rispetto ai dati 2023-24 della divisione.
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Effetti sul titolo: la potenziale dismissione suscita interesse nel mercato azionario, sia per il potenziale valore sbloccabile sia per il segnale strategico verso maggiore efficienza e trasparenza del gruppo.










