Il Gruppo FS Italiane ha annunciato un ambizioso programma di ammodernamento della rete ferroviaria: entro il 2030 intende dotare oltre 20.000 convogli della tecnologia European Rail Traffic Management System (ERTMS), con l’obiettivo di coprire «in sostanza la totalità della rete gestita». Lo ha dichiarato l’amministratore delegato e direttore generale del Gruppo, Stefano Antonio Donnarumma, intervenendo alla due-giorni del convegno “InSummit”, in corso a Venezia.
Una scommessa tecnologica ad alto impatto
La scelta di investire nell’ERTMS rappresenta un passo significativo verso la modernizzazione e la digitalizzazione del sistema ferroviario nazionale. Il sistema ERTMS è da tempo considerato uno standard europeo per la gestione del traffico ferroviario, volto a migliorare la sicurezza, l’interoperabilità tra reti e la capacità di traffico. In tal senso, la sua adozione su larga scala in Italia segna un salto infrastrutturale rilevante.
Ma il piano di FS non si ferma qui. Donnarumma ha infatti sottolineato come l’innovazione investa anche altri ambiti:
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l’uso dell’Intelligenza Artificiale (IA) per la diagnostica ferroviaria, per simulazioni di funzionamento della rete, per la valutazione dell’intensità del traffico.
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l’impiego dell’IA anche per il personale: “valutazione delle skill professionali dei dipendenti e per identificare i percorsi formativi necessari a copertura degli eventuali gap tra skill e profili ideali dei candidati”.
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un’attenzione specifica agli aspetti etici dell’IA generativa, con l’implementazione di “regole molto precise” per l’utilizzo di tali strumenti.
Implicazioni e sfide
L’adozione dell’ERTMS su oltre 20.000 convogli implica una complessa opera di retrofitting e integrazione tecnologica: convogli esistenti da aggiornare, infrastrutture da adattare, formazione del personale da potenziare. La portata del progetto suggerisce che il cambiamento coinvolgerà sia il traffico passeggeri sia quello merci, e che la dimensione del Gruppo FS dovrà coordinare un insieme vasto di attività operative e tecniche.
Dal punto di vista strategico, questa mossa si inserisce in un quadro più ampio di rilancio delle infrastrutture e della mobilità sostenibile in Italia: migliorare la sicurezza ferroviaria, aumentare la capacità della rete, ridurre i tempi e i costi, favorire l’interoperabilità europea. L’investimento sull’IA aggiunge un ulteriore livello: non solo infrastrutture, ma anche “infrastrutture cognitive” e competenze digitali.
Tuttavia, va ricordato che la realizzazione del piano dipenderà da variabili critiche: disponibilità finanziaria, coordinamento tra entità regionali e nazionali, aggiornamento tecnologico continuo, manutenzione e gestione dei sistemi, nonché tempi realistici per l’implementazione. Entro il 2030, quindi, ci sono circa cinque anni per completare un progetto che appare ambizioso.
Per il passeggero e per il sistema Paese
Per i viaggiatori, l’estensione dell’ERTMS promette viaggi più sicuri, più puntuali, con meno interruzioni e forse nuovi standard di servizio. Per il sistema Paese, significa rafforzamento delle infrastrutture ferroviarie come asset strategico per la mobilità, l’economia e la sostenibilità ambientale.
L’amministratore Donnarumma ha messo in evidenza come il gruppo «essendo una delle società più presenti anche fuori dai confini nazionali» stia affrontando «le sfide del futuro con efficacia e con la capacità di leggere per tempo i trend del nostro settore».










