Apple e Goldman Sachs sembrano vicine al divorzio, avviando la fine di un’alleanza partita con ambizione ancora nel 2019 ma in sofferenza a causa delle difficoltà di Goldman nel consumer banking. Non è da escludere che il contratto termini prima della naturale scadenza nel 2030.
Il principale indiziato per sostituire Goldman è JP Morgan Chase, in trattative avanzate con Apple già da fine 2024 e con segnali di accelerazione negli ultimi mesi. Per JP Morgan si tratta di un’opportunità strategica per acquisire circa 12 milioni di utenti di Apple Card, con notevoli margini di cross-selling e consolidamento nel settore del credito al consumo.
Goldman ha faticato a consolidarsi nel settore consumer, accumulando perdite e gestendo una clientela subprime mal servita: una strategia che ha compromesso reputazione e risorse . Al contrario, JP Morgan possiede una struttura consolidata e una presenza massiccia nel retail banking, gestendo un vasto portafoglio di carte di credito con economie di scala da leader mondiale .
L’ipotesi di partnership non si limita all’Apple Card: Jamie Dimon sogna un’espansione fintech nel mercato europeo, senza sportelli fisici ma con un marchio Chase dedicato ai servizi digitali. Il piano prevede investimenti annuali di circa 17 miliardi di dollari in tecnologia, con l’obiettivo di conquistare quote del digital banking continentale.
La trattativa non è chiusa e restano ostacoli tecnologici e di governance legati alla complessità della piattaforma Apple Card. Tuttavia, un accordo sarebbe tra i più rilevanti nella storia del credito al consumo










