Nel panorama dell’ecommerce italiano si parla molto di sostenibilità, ma i fatti non seguono le parole. Nonostante il 70% dei consumatori dichiari di tenere in considerazione le politiche ambientali prima di effettuare un acquisto, solo il 20% delle aziende ha realmente intrapreso azioni concrete in tal senso. Un divario che non rappresenta solo una questione di immagine, ma che rischia di tradursi in uno svantaggio competitivo tangibile.
Questa discrepanza emerge dai dati raccolti dall’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, in collaborazione con DHL Express Italy. Lo studio, che ha coinvolto 113 aziende e più di mille consumatori, mostra chiaramente come le aspettative dei clienti siano in netto contrasto con la risposta delle imprese. I consumatori chiedono trasparenza, prodotti a basso impatto ambientale e consegne sostenibili, ma le aziende stentano ad adeguarsi.
Alcuni numeri risultano particolarmente significativi: solo il 12% delle imprese ha avviato progetti legati alla logistica sostenibile, e più del 65% non offre prodotti certificati come ecologici. Tuttavia, il 66% dei clienti sarebbe disposto a modificare le proprie abitudini di acquisto per ridurre il proprio impatto ambientale, e uno su tre accetterebbe di pagare di più per una consegna più green.
Ma cosa ostacola le imprese? Le principali barriere sono di natura economica e culturale: il 67% delle aziende non ha una figura dedicata alla sostenibilità, e il 47% non destina alcun investimento a questo ambito. Anche tra le realtà più sensibili al tema, il budget allocato resta limitato – spesso inferiore al 6% del fatturato. Gli interventi si concentrano su aspetti più immediati e visibili, come l’ottimizzazione del packaging o la riduzione dei consumi energetici interni (Scope 2), mentre resta marginale l’impegno per abbattere l’impatto lungo tutta la catena logistica (Scope 3).
Non mancano però segnali incoraggianti: il 64% delle aziende si dice disposto a sostenere costi più elevati per affidarsi a fornitori logistici certificati, riconoscendo che l’impegno ambientale può tradursi in un vantaggio reputazionale. Inoltre, oltre il 30% individua nel carbon insetting – ovvero la riduzione delle emissioni lungo la propria filiera – una priorità strategica.
Dal lato dei consumatori, la consapevolezza ambientale è più avanzata. Il 70% consulta le informazioni sulle pratiche sostenibili direttamente sul sito prima di acquistare, e circa la metà considera determinanti fattori come packaging ecologico o consegne a basse emissioni. Anche modalità alternative di consegna, come il ritiro presso locker o punti di servizio, sono percepite come più rispettose dell’ambiente rispetto alla consegna a domicilio.
Alcuni operatori logistici stanno iniziando a recepire queste istanze. DHL Express, promotrice dello studio, ha introdotto GoGreenPlus, un servizio pensato per ridurre le emissioni Scope 3 attraverso l’uso di SAF – carburanti sostenibili per l’aviazione. “Con GoGreenPlus diamo ai nostri clienti la possibilità di abbattere fino all’80% delle emissioni di CO₂e nelle spedizioni internazionali”, ha affermato Martin Blok, managing director sales & marketing.










