Dopo la pandemia, lo smart working ha guadagnato grande diffusione, ma il suo impatto sul mercato del lavoro italiano non era ancora del tutto chiaro. Una recente analisi basata su dati locali evidenzia che il lavoro da remoto ha contribuito principalmente ad aumentare la partecipazione al lavoro, cioè a far entrare o restare più persone attive nel mercato del lavoro.
Questo effetto è particolarmente evidente tra le donne, soprattutto quelle con figli piccoli e che vivono in aree con pochi servizi per la cura dell’infanzia. Sebbene lo smart working sia più diffuso nelle grandi città e nelle regioni più sviluppate, è nelle zone meno popolate e nelle regioni meridionali che ha influenzato maggiormente le decisioni di partecipazione al lavoro. In termini di occupazione effettiva, l’aumento è stato presente ma meno pronunciato rispetto alla crescita della partecipazione. Questi risultati sottolineano come il lavoro da remoto possa rappresentare uno strumento importante per favorire l’inclusione lavorativa, soprattutto in contesti con limitate opportunità di supporto alla famiglia.










