A un anno dall’adozione da parte dell’UE del regolamento sul metano (entrato ufficialmente in vigore il 5 agosto 2024), le organizzazioni della società civile di tutta Europa si stanno mobilitando per trasformare l’ambizione del provvedimento in azioni concrete. Il CSO-M, l’Osservatorio Europeo della Società Civile sul Metano (dall’inglese: European Civil Society Observatory on Methane), lanciato di recente da Environmental Defense Fund Europe e Deutsche Umwelthilfe, riunisce più di 20 organizzazioni membri provenienti da 9 paesi per contribuire a garantire che il regolamento funzioni come previsto per ridurre le emissioni di metano in modo rapido, equo e trasparente.
Con il regolamento ormai entrato nella fase cruciale di attuazione, le organizzazioni della società civile di tutta Europa stanno monitorando i progressi e chiedendo conto ai propri governi. Il CSO-M è uno spazio di collaborazione transfrontaliera per le ONG, la società civile e tutti gli altri soggetti interessati. La coalizione contribuisce ad amplificare la richiesta della società civile di progressi rapidi e trasparenti in linea con gli ambiziosi e necessari obiettivi climatici dell’Europa.
Osservatorio europeo della società civile sul metano (CSO-M): annunciati i primi membri
Il CSO-M consente alle organizzazioni della società civile di collaborare in una piattaforma coordinata e inclusiva, condividendo conoscenze, coinvolgendo i governi e fornendo sostegno a livello sia europeo che nazionale. Oggi il CSO-M ha annunciato il primo gruppo di organizzazioni membri, che costituiscono la spina dorsale di un movimento in crescita volto a garantire che la normativa produca risultati tangibili in materia di clima:
I membri ufficiali includono:
- 2Celsius, Romania
- Andy Gheorghiu Consulting
- Amici della Terra, Italia
- Bond Beter Leefmilieu, Belgio
- Center for Transport and Energy, Repubblica Ceca
- Clean Air Action Group, Ungheria
- Clean Air Task Force
- Climate Action Network (CAN), Europa
- Deutsche Umwelthilfe, Germania
- Earthday Europe
- ECCO Think Tank, Italia
- Ember
- Environmental Coalition on Standards (ECOS)
- Environmental Defense Fund Europe
- Environmental Investigation Agency (EIA)
- Greenpeace Unità europea
- Instrat, Polonia
- Legambiente, Italia
- Razom We Stand, Ucraina
- Center for Climate Crime Analysis, Paesi Bassi
Al via il Regulation Tracker, un nuovo strumento per il monitoraggio
In occasione di questo traguardo, il CSO-M ha presentato anche la prima versione del Regulation Tracker, uno strumento guidato dalla società civile che monitora il modo in cui gli Stati membri dell’UE stanno traducendo il regolamento UE sul metano in provvedimenti nazionali.
Il lancio del Tracker arriva in un momento di crescente preoccupazione per i ritardi e la debole applicazione della regolamentazione anche in Italia dove il mancato recepimento della legge UE, sancito dalla procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea, invia un segnale sbagliato ai cittadini, al mercato e ai partner energetici in tutto il Mediterraneo. L’Italia ha la possibilità di assumere un ruolo di primo piano nella decarbonizzazione dell’area euro-mediterranea ma per farlo è necessario che il governo agisca rapidamente dando seguito al progetto di legge che individua le autorità competenti per l’applicazione del regolamento.
In questo contesto, il nuovo strumento lanciato dal CSO-M offrirà informazioni pratiche e accessibili ai funzionari pubblici, ai responsabili politici e a tutti coloro che cercano di capire dove si stanno compiendo progressi, dove è necessario un sostegno e dove l’attuazione potrebbe essere migliorata. Le organizzazioni della società civile chiedono alla Commissione europea e ai governi nazionali di mantenere alta l’ambizione, evitare passi indietro normativi e mantenere le promesse dell’Europa in materia di clima.
A questo proposito, nei prossimi mesi, i membri del CSO-M amplieranno le funzionalità del Tracker in linea con le esigenze emergenti, sosterranno il dialogo nazionale e coordineranno l’azione congiunta nell’ambito dell’agenda climatica dell’UE monitorando l’attuazione a livello nazionale e subnazionale. Il tutto armonizzando l’azione dell’UE sul metano con la responsabilità globale in vista della COP30.
“La scienza da sola non riduce il metano, sono le persone a farlo”, ha affermato Flavia Sollazzo, Senior Director EU Energy Transition di EDF Europe. “Il vero banco di prova della normativa UE è ciò che accade sul campo, e la società civile europea, nella sua diversità, è pronta. Da chi si batte per il clima a chi sostiene campagne per l’aria pulita, questi gruppi sono in grado di contribuire con il know-how, la risonanza e la determinazione necessarie per trasformare i dati in azioni e responsabilizzare i governi”.










