La Commissione Europea ha presentato una nuova applicazione pensata per verificare l’età degli utenti online, come misura temporanea in attesa dell’introduzione ufficiale del Portafoglio Digitale Europeo, previsto entro il 2026. L’app è gratuita, open source e progettata per rispettare la riservatezza degli utenti: consente infatti di dimostrare di essere maggiorenni senza rivelare dati personali come la data di nascita o l’identità completa. Lo scopo è proteggere i minori dall’accesso a contenuti non adatti, soprattutto in vista dei nuovi obblighi previsti dal Digital Services Act (DSA).
Questa soluzione è stata sviluppata sulla base delle stesse tecnologie che saranno adottate per l’IT-Wallet, il portafoglio digitale nazionale italiano. I primi paesi a sperimentarla saranno Italia, Francia, Danimarca, Spagna e Grecia. In Italia, sarà l’AGCOM – l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – a condurre la fase di test. L’applicazione sarà disponibile sugli store digitali e sarà integrata nei portafogli digitali nazionali. Quando diventerà obbligatoria, i siti per adulti dovranno chiedere conferma dell’età agli utenti. Tuttavia, riceveranno soltanto un’indicazione binaria (sì o no) rispetto alla maggiore età, senza accedere a ulteriori dettagli identificativi, così come si legge su msn.com.
L’introduzione dell’app è stata accompagnata dalla pubblicazione di linee guida specifiche per la tutela dei minori online, redatte dalla Commissione in applicazione dell’articolo 28 del DSA. Queste linee guida, sviluppate a seguito di una consultazione pubblica, mirano a migliorare la sicurezza digitale dei minori e si applicano a tutte le piattaforme accessibili da utenti minorenni, non solo ai siti per adulti.
Tra le principali raccomandazioni delle linee guida, si sottolinea l’importanza di limitare l’esposizione dei giovani a meccanismi che possono generare dipendenza, come algoritmi che incentivano l’uso eccessivo o notifiche incessanti. Si chiede, inoltre, di disattivare per impostazione predefinita le funzionalità che spingono alla permanenza prolungata sulle piattaforme.
Un altro aspetto trattato è la prevenzione del cyberbullismo. Le piattaforme sono invitate a fornire strumenti efficaci ai minori, come la possibilità di bloccare o silenziare altri utenti, impedire l’aggiunta forzata in gruppi e bloccare la possibilità di fare screenshot o scaricare contenuti postati da minorenni, al fine di proteggerli dalla diffusione non autorizzata di immagini personali o sensibili.
In tema di contenuti dannosi, le linee guida consigliano alle piattaforme di dare più valore alle preferenze esplicite degli utenti minori – ad esempio, se dichiarano di non voler vedere determinati contenuti – piuttosto che affidarsi esclusivamente al monitoraggio del comportamento online per decidere cosa mostrare.
Anche i contatti con sconosciuti rappresentano un’area di rischio. Per questo, si suggerisce che gli account dei minori siano automaticamente privati, in modo da essere visibili solo agli amici approvati. Questa misura ha lo scopo di ridurre drasticamente le possibilità che persone estranee possano entrare in contatto con utenti giovanissimi.
Tutte queste misure si inseriscono in un approccio basato sulla valutazione del rischio, coerente con lo spirito del DSA: ogni piattaforma deve adattare i propri strumenti e le proprie politiche in base ai rischi specifici che comporta, assicurandosi che le misure adottate non siano sproporzionate e che non compromettano in modo eccessivo i diritti fondamentali dei giovani utenti.










