Questa mattina nella Sala Biblioteca della Camera dei Deputati, a Roma, Nexi ha presentato Dona Italia: il QR-code a forma di cuore, pensato per semplificare le donazioni attraverso uno strumento digitale innovativo, sicuro e accessibile a tutti gli Enti del Terzo Settore.
L’incontro è stato anche l’occasione per commentare insieme ad alcuni autorevoli esponenti dei principali Enti del Terzo Settore i dati dell’Indagine sulle raccolte fondi digitali, promossa da Nexi in collaborazione con l’Osservatorio sul Dono dell’Istituto Italiano della Donazione (IID). Una fotografia che mette in evidenza e analizza le principali tendenze, le barriere ancora presenti e le opportunità legate all’adozione di strumenti digitali per le donazioni.
“Come Nexi da sempre abbiamo contribuito alla digitalizzazione dei pagamenti ed alla loro diffusione nel nostro Paese, con la ferma convinzione che siano un fattore chiave di sviluppo economico e sociale. Per questo motivo abbiamo deciso di mettere le nostre migliori competenze e tecnologie di leader Europeo anche al servizio della digitalizzazione del Terzo Settore, che rappresenta la quarta economia in Italia, dopo l’Industria, il Commercio e la Pubblica Amministrazione, e che tanto contribuisce allo sviluppo e coesione sociale del nostro Paese” ha commentato Paolo Bertoluzzo, CEO di Nexi Group. “Con Dona Italia e il suo QRcode a forma di cuore mettiamo a disposizione degli italiani e degli Enti del Terzo Settore, a partire dai più piccoli e meno tecnologicamente attrezzati, una soluzione innovativa per donare e raccogliere donazioni nel modo più semplice e sicuro. Dona Italia non è solo un progetto tecnologico che fa leva sulle nostre competenze e investimenti, ma soprattutto un nostro contributo concreto alla diffusione delle donazioni, allo sviluppo del Terzo Settore e, in ultima istanza, allo sviluppo sociale del nostro Paese”.
Un settore che cambia lentamente
Dall’Indagine presentata dall’Istituto Italiano della Donazione emerge che dal 2008 al 2023, il numero di donatori in Italia è calato del 10%, segno evidente che il Terzo Settore deve trovare modalità per la raccolta fondi che siano più semplici, immediate e in linea con le abitudini digitali dei cittadini. Interpellati sulla loro propensione a donare, dichiarano infatti che questa sarebbe maggiore se le associazioni gli consentissero di farlo attraverso modalità digitali (29%).
Nonostante nel 2024 i pagamenti digitali in Italia abbiano superato per la prima volta il contante in termini di valore transato, nel Terzo Settore permane ancora una forte dipendenza dal denaro fisico: durante gli eventi in presenza, il 43% delle donazioni avviene ancora in contanti, contro il 21% tramite POS e smartphone e il 17% attraverso strumenti di pagamento online.
Il 53% degli intervistati ha comunque già utilizzato almeno una volta strumenti digitali per le proprie donazioni, considerandoli pratici, rapidi e sicuri. Il 42% apprezza in particolare la tracciabilità delle donazioni, che ne facilita anche la deducibilità o detraibilità fiscale. Tuttavia, tra gli oltre 126 mila Enti del Terzo Settore iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore — in gran parte con entrate annue inferiori ai 200 mila euro — si riscontra ancora una scarsa digitalizzazione. Le realtà più piccole, in particolare, non sempre dispongono delle competenze e delle risorse necessarie per gestire strumenti digitali affidabili e sicuri per la raccolta fondi: le principali barriere da abbattere, stando a quanto emerge dall’indagine, sono la scarsa conoscenza degli strumenti digitali a disposizione (il 73% degli ETS evidenzia il bisogno di ricevere formazione e supporto) e la complessità dei sistemi (il 22% manifesta la necessità di avere procedure digitali più semplici).









