Il Payments Summit 2025, tenutosi a Milano e organizzato da Il Sole 24 Ore, ha raccolto professionisti, esperti, istituzioni e aziende impegnate nel mondo dei pagamenti digitali. Uno degli interventi più incisivi è stato quello del Generale di Brigata Stefano Commentucci, Capo di Stato Maggiore del Comando Regionale Lombardia della Guardia di Finanza, il quale ha evidenziato rischi concreti legati alla digitalizzazione dei sistemi di pagamento.
Commentucci, infatti, ha sottolineato come i pagamenti digitali rappresentino “una notevole risorsa, ma allo stesso tempo presentino un’attrattiva per condotte illecite“. “Esistono tre ambiti principali di rischio – ha spiegato – Frode evoluta: il phishing è stato un problema, ma ora si sta evolvendo nello ‘smoothing’ (identification caller spoofing). Questa sofisticata forma di truffa inganna la vittima fingendo di essere un operatore legittimo e riesce a superare anche le cosiddette Strong Customer Authentication. Le conseguenze non riguardano solo la vulnerabilità dell’attacco, ma anche la responsabilità in termini di risarcimento”, specificando che le sentenze più recenti riconoscono che la responsabilità possa essere condivisa tra vittima e istituto bancario“.
“Pagamenti e attività criminali inconsapevoli: prendiamo ad esempio il caso delle carte prepagate, pensate per donare la paghetta ai figli o per acquisti online controllati: “Le procedure di ‘know your customer’ sono piuttosto blande, che consentono a un singolo soggetto di detenere un gran numero di carte. Anche se ogni carta ha un limite contenuto, l’uso massivo e aggregato permette di movimentare ingenti somme (anche milioni di euro) in maniera anonima e difficile da tracciare“.
“Acquisti illegali tramite sistemi di pagamento: molti traffici criminali, dalla droga alla fauna protetta, sfruttano i pagamenti digitali consapevoli o inconsapevoli. Un esempio è il modello statunitense – ha concluso Commentucci – Le scommesse online sono vietate nella maggior parte degli stati e i pagamenti per tali servizi sono disabilitati, per incoraggiare il gioco dal vivo, dimostrando che i circuiti di pagamento possono limitare crimini se correttamente regolamentati, ma diventare strumenti criminali se non controllati“.










